Žižek: più alienazione, per favore?

Le provocazioni del filosofo sloveno  di Stefano Crisafulli

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Quando arriva sul palco, nella bella cornice di Piazza San Marco, a Pordenone, Slavoj Žižek è già un fiume in piena. Più volte ospite della manifestazione Pordenonelegge, è stato invitato anche per questa XVII edizione (che, scaramanticamente, ha un logo a forma di gatto nero) per presentare il suo ultimo saggio dedicato a Hegel, Il contraccolpo assoluto. Ma la sua lectio magistralis dal titolo: “More alienation please! A plea for politely ignoring others” (Più alienazione, per favore! Un’istanza per ignorare cortesemente gli altri) promette ben di più.

E in effetti è così: davanti a un folto pubblico,  Žižek ci tiene a dire subito la sua sulla situazione politica internazionale, che è “molto paradossale”. “Da una parte vi sono proteste anche violente, dall’altra la sinistra fa fatica a tradurre questa rabbia in un programma positivo di cambiamento”. Per illustrare meglio questo paradosso, si richiama alla trasformazione di Syriza in Grecia da partito contrario alle draconiane misure europee a partito sottomesso, citando anche il film V per vendetta: “Lo avete visto? La gente vince, occupa il Parlamento e poi? Finisce il film. Venderei mia madre all’Isis per sapere ciò che accade dopo”. Già, perché nessuno sa cosa succede the morning after, il mattino dopo che si è consumata l’ubriacatura rivoluzionaria, tanto meno una sinistra radicale troppo innamorata dell’entusiasmo delle piazze e che, secondo Žižek, non ha un’idea valida di cambiamento dello Stato.

A questo punto, però, c’è un sussulto di speranza, perché per il filosofo sloveno vi sono una serie di antagonismi che potrebbero portare ad una crisi del capitalismo e della sua logica del profitto, sempre più cinica e dannosa.

Una logica nuova e diversa può forse giungere dall’etica della collaborazione e degli spazi comuni, da quelli reali delle cooperative a quelli virtuali di internet.

Il guaio è che gli spazi reali fanno fatica ad emergere, mentre gli spazi comuni su internet sono ormai stati già privatizzati dalle grandi multinazionali come Google o Microsoft.

Inoltre, per quanto riguarda i secondi, vi è un pericolo ancora maggiore: la micidiale combinazione tra internet e la biogenetica. Le macchine ci controlleranno ventiquattr’ore al giorno e finiranno col conoscerci meglio di quanto conosciamo noi stessi. Il peggio è che saranno controllate da esseri umani selezionati, una nuova classe sociale geneticamente modificata.

La soluzione? Paradossalmente: more alienation, ovvero più alienazione, non nel senso negativo del concetto marxista che dall’Ottocento continua, purtroppo, ad essere valido anche oggi, ma nel senso positivo di permettere agli altri di essere imprevedibili e incontrollabili. E, quindi, di essere umani.

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