Wing Tsun

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Poche persone conoscono questo stile per il suo nome, ma quasi tutti conoscono i filmati di famosi attori-marzialisi (come Jackie Chan) che si allenano con (sarebbe più appropriato il termine “contro”) uno strano attrezzo chiamato “uomo di legno”: stanno praticando una fase del percorso tecnico previsto dal Wing Tsun.

Sulle sue origini vi sono molte e diverse leggende, tante che mi vedono costetto (per questioni di spazio) a rimandarvi all’indirizzo https://it.wikipedia.org/wiki/Wing_Chun dove potret trovarne un ampio panorama.

Noterete che qui la grafia è diversa, ma ve ne sono anche molte altre quali Tzun, Tjun, Tchun ed altre ancora: oltre a diverse traslitterazioni della lingua cinese, ci sono anche diverse federazioni che desiderano differenziarsi per motivi politici, organizzativi o commerciali, ma la base tecnica è sempre la stessa, anche se, non sempre, lo è il suo sviluppo.

Tornando all’origine storica dello stile, la maggior parte delle fonti vuole che quest’arte sia stata creata da uno di quei pochi monaci sopravvissuti all’incendio del tempio di Shaolin (metà del XVII secolo) e quindi farebbe parte dei waijia (stili esterni) ma molti maestri non condividono questa classificazione e preferiscono considerarla appartenente ai neijia (stili interni): personalmente, devo riconoscere che essa ha in se molti elementi sia degli uni che degli altri e preferirei quindi considerarla una sorta di ibrido intermedio, e non per questo con valenza negativa, tutt’altro.

Come la maggior parte delle arti marziali antiche è stata a lungo tenuta riservata ma, nella metà del XX secolo, il Maestro Yip Man (proveniente dallo stile Ye Wen), trasferitosi ad Hong Kong all’età di 15 anni, iniziò ad insegnarla apertamente (con grande scandalo della sua comunità marziale) favorendone la diffusione e facendo per il Wing Tsun quello che Anko Itosu aveva da poco fatto per il karate; alla sua scuola si istruì, dal 1954 al ’57, anche Bruce Lee che, forse più di ogni altro, ha contribuito alla sua conoscenza, principalmente tramite il cinema, soprattutto in occidente, dove è stato portato e divulgato (in oltre 70 paesi) da Leung Ting, uno degli allievi più importanti di Yip Man.

L’istruzione classica parte dalle prime forme a solo che vengono successivamente riprodotte con il contatto sull'”uomo di legno” (attrezzo molto discusso, da molti valorizzato ma da altrettanti considerato assai poco utile) per poi passare ad eseguirle in coppia: lo scopo è di raggiungere una molto efficace essenzialità in un tempo relativamente breve.

Caratteristica dello stile sono i “pugni a catena”, in rapida successione, principalmente con il palmo mantenuto verticalmente (al contrario del karate che lo vuole orizzontale); sono vieppiù tecniche doppie (parata ed attacco contemporanei) portati con un movimento “a frusta” (simili al Tai Chi stile Chen ed allo Yoseikan Budo); otto sono tradizionalmente i tipi di calcio.

Altra caratteristica tipica dello stile è che il combattimento, per le sue caratteristiche tecniche, avviene a distanza ravvicinata ed il “sentire” il contatto con l’avversario viene quindi messo in primo piano rispetto al controllo visivo dello stesso e questo è il punto principale che fa avvicinare il Wing Tsun agli stili interni.

Fra le armi si utilizzano il bastone ed i coltelli detti “a farfalla” ma sono solitamente riservati ai praticanti avanzati.

Sei sono considerati gli stili principali: il Cen Neng dell’area di Canton, il Gulao Piansen da quella del Guangdon, il Pen Nang nell’area di Foshan, il Hongchuan nel Fujian infine il Paohualian ed il Ye Wen ad Hong Kong, tutte regioni del sud-est della Cina.

Nella nostra regione, scuole di Wing Tsun sono presenti in quasi tutti i centri maggiori (Udine, Gorizia, Pordenone) ma anche minori (Cervignano, Ronchi dei L., Staranzano ed altri), ed in particolare nel suo capoluogo dove ci sono più scuole seguite da diversi Maestri, afferenti anche a diverse federazioni.

Scritto da muzio bobbio

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