Welcome to Biziakistan

Welcome to Biziakistan

Un percorso di accoglienza nel cuore dell’isontino dopo un viaggio tra barconi e Balcani

di Luca Meneghesso

Foto C. Faggionato

Foto C. Faggionato

La Bisiacaria, terra storicamente attraversata da numerose correnti migratorie, è di nuovo percorsa da genti diverse in cerca di pace e lavoro. Non solo Monfalcone, al centro di questo fenomeno.

Ultimamente il tema è di stretta attualità a Turriaco piccolo comune nel cuore del territorio bisiaco retto da una giunta guidata dal giovane sindaco Enrico Bullian.

Nell’agosto scorso emerse la disponibilità del Comune ad accogliere nell’ex caserma dei carabinieri un gruppo di richiedenti asilo. In paese sono stati numerosi i favorevoli a questa politica di accoglienza diffusa, ormai caldeggiata a più livelli per affrontare il fenomeno migratorio ormai strutturale. Vi si è opposta una minoranza. In questo clima, lo scorso dicembre, ignoti hanno posizionato un rudimentale ordigno esplosivo di fronte a quello che è diventato il Centro di Accoglienza per i richiedenti asilo.

Lo scopo era evidentemente a scopo intimidatorio. Durante la partecipata manifestazione di risposta al vile gesto e di solidarietà all’amministrazione comunale, decisa ad aprire il centro nonostante le minacce. La manifestazione fu contestata da grette grida xenofobe.

L’opposizione cerca ancora di sollevare questioni per ostacolare il centro, perfino ad apertura avvenuta.

Nulla comunque ha fatto recedere Amministrazione comunale e Prefettura e il nuovo Centro di Accoglienza Straordinario è stato aperto e dato in gestione alla Cooperativa sociale Duemilauno Agenzia Sociale di Muggia che è gerente anche del locale Centro Giovani e in Regione di altre strutture per minori migranti o per richiedenti asilo.

I primi richiedenti asilo sono arrivati il 13 febbraio, subito seguiti da un altro gruppo per un totale di dodici persone provenienti da Afghanistan e Pakistan. Lontani paesi martoriati da conflitti (in cui sono presenti anche truppe italiane) che producono inevitabili ondate migratorie.

Ad arrivare a Turriaco sono stati alcuni giovani che hanno disertato diversi gruppi armati – regolari o meno.

Lunga la strada percorsa con mezzi di fortuna, a piedi, con precari trasporti e barconi. Iran, Turchia quindi il mare, la Grecia e i Balcani nell’odissea della Balkan route, il corridoio che ha permesso a migliaia di profughi provenienti da Siria, Iraq e Afghanistan di giungere a noi.

A Turriaco si sono registrati, a un tempo, interesse e sospetto, di fronte a questi nuovi paesani. Il percorso di accoglienza e conoscenza reciproca non pare però subire gli intoppi che si temevano. Molte le associazioni, i gestori di locali ed esercizi, ma anche i singoli cittadini che hanno dato il proprio benvenuto e la disponibilità a collaborare con i richiedenti asilo, come peraltro già fatto nella fase preparatoria di raccolta di beni per l’arredo dei due appartamenti: sono stati donati dai cittadini del Mandamento materassi, stoviglie etc. Il Comune ha proposto ai ragazzi diverse attività: dall’utilizzo della Biblioteca, dove si tengono anche colloqui in italiano che i richiedenti hanno ribattezzato “Caffè lingua”, a lavori di manutenzione del verde o di beni comunali a dimostrazione del fatto che questi nuovi arrivati sono delle risorse per il paese.

Foto C. Faggionato

Foto C. Faggionato

Per la kermesse “Note di Costituzione” organizzata dall’Amministrazione comunale in occasione dell’anniversario del 25 aprile il gruppo di richiedenti proporrà una riflessione a partire dalla propria storia di vita, in riferimento all’articolo 10 della Costituzione italiana che recita: “Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge”.

“Nessuno sceglie di diventare migrante, sono le condizioni a costringerti a diventarlo. Per vivere in pace è importante accettarsi gli uni con gli altri. La cosa più importante del mondo è l’umanità solo umanità”. 

Con queste parole Shabbir, uno dei 12 accolti, ha concluso il suo discorso di saluto e benvenuto all’incontro con i rappresentanti delle associazioni di Turriaco, pochi giorni dopo il suo arrivo nel paese bisiaco.

#StayHuman #WelcomeRefugees

Foto Christian Faggionato

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