Voglia di volare

Dal tocco magico di Miyazaki alle saghe spaziali americane

di Gianni Ursini

Si alza il vento (2013) di Hayao Miyazaki

CinemaSiAlzavento

Il sogno del volo umano è splendidamente illustrato nel decimo lungometraggio del grande maestro giapponese Hayao Miyazaki, Si alza il vento. Il protagonista Jiro Hiroshi ancora giovanissimo si presenta al pubblico con una scena onirica che è quanto di meglio possa offrire il cinema di animazione contemporaneo.

Il decollo verticale dal tetto di casa, lo scontro con un bombardiere e l’apparizione del conte Caproni, grande progettista italiano di aerei, sono descritti in maniera magistrale e trasportano lo spettatore in un mondo ultraterreno dove tutto è possibile. Sia nelle scene di sogno che in quelle di vita reale, la descrizione del paesaggio con il cielo costantemente percorso da nuvole in perenne movimento, e il territorio che cambia aspetto con il mutare delle stagioni, hanno raggiunto una perfezione ed una bellezza mai viste. Altro momento di grande impatto è quello dello spaventoso terremoto che devastò Tokyo nel 1923, forse una delle migliori rappresentazioni delle conseguenze di un sisma di grande intensità mai viste al cinema.

Il regista accompagna la decisione di Jiro di diventare ingegnere aeronautico con una lunga descrizione della sua carriera e della sua vita sentimentale attraverso una serie di vicende che ne delineano il carattere.

Il suo sogno si realizza con il superamento del gap tecnologico che divideva il Giappone dagli altri paesi industrializzati come la Germania, e con la costruzione del rivoluzionario Mitsubishi A6M Zero tristemente noto per essere stato utilizzato dai kamikaze durante la Seconda guerra mondiale.

Il desiderio di Jiro era però quello di far volare le sue macchine per scopi pacifici, ed in questo c’è una chiara identificazione  con il regista Miyazaki figlio di un progettista di aerei, che ha evidentemente ereditato le capacità creative del padre, e nella vita reale è diventato uno dei più grandi creatori di sogni di tutta la storia del cinema.

 

 

Interstellar (2014) di Christopher Nolan

CinemaInterstellar

Dal volo aereo a quello nello spazio interstellare il salto è breve. Ma il film Interstellar di Christopher Nolan ci porta oltre. Un piaga sta sterminando i raccolti del pianeta; da diversi decenni l’umanità è in crisi da cibo e quasi tutti sono diventati agricoltori. La scienza è ormai dimenticata e anche ai bambini viene insegnato che l’uomo non è mai andato sulla Luna, si trattava solo di propaganda. L’ex astronauta Cooper, mai andato nello spazio e costretto a diventare agricoltore, scopre grazie all’intuito della figlia che la NASA è ancora attiva in segreto, che il pianeta Terra non si salverà e che è comparso un wormhole vicino a Saturno in grado di condurli in altre galassie e che qualcuno deve andare lì a cercare l’esito di tre diverse missioni effettutate.

Questo film di fantascienza ecologica della durata di ben 144 minuti mette forse troppa carne al fuoco, introducendo lo spettatore in una situazione mondiale già ampiamente degenerata senza spiegare troppo gli antefatti. Nelle prime sequenze succede tutto molto rapidamente, poi durante il viaggio spaziale l’azione viene stiracchiata in modo eccessivo, come il tempo che per i viaggiatori spaziali in base al paradosso di Einstein passa molto più lentamente che sulla Terra, ed il film diventa piuttosto noioso. Nella parte finale c’è un’accelerazione improvvisa che porta il protagonista addirittura a tuffarsi in una stella collassata alla ricerca della salvezza per il genere umano. Anche in codesto film l’Umanità a rischio d’estinzione viene salvata in extremis dall’intervento di alieni invisibili e quasi onnipotenti che si muovono nella quinta dimensione, in cui  il tempo è percepito come eterno presente. La soluzione di tutti i problemi arriva con un enorme salto spazio – temporale che fa tornare Cooper sulla Terra com’era all’inizio del film: il passato viene modificato al fine di cambiare il futuro, in un tipico andamento circolare. In conclusione, buono il messaggio ambientalista, bravi tutti gli attori, a cominciare dall’ormai decrepito Michael Caine, e ottimi come sempre gli effetti speciali, ma al film manca quella marcia in più che avrebbe potuto farlo diventare un vero capolavoro. Comunque rispetto alle interminabili saghe dei super eroi Marvel ed alle stucchevoli storie di adolescenti in cerca di riscatto, il film di Christopher Nolan mi sembra un prodotto più che dignitoso, una delle opere di science fiction più interessanti attualmente in circolazione.

 

Scritto da gianni ursini

gianni ursini

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *