Unione Europea dei cittadini o delle lobby?

– di Lino Santoro- 

europa2

Nell’Unione Europea la crisi della globalizzazione neoliberista sta manifestando le sue più preoccupanti dinamiche. Commissione europea e Consiglio dell’Unione Europea, nel contesto dei trattati di Maastricht e Lisbona, hanno rovesciato i termini della realtà trasformando la crisi della speculazione finanziaria privata nella crisi dei debiti pubblici. Un’offensiva contro lo stato sociale e la democrazia. Una linea neoliberista e rigorista espressa attraverso il MES (Meccanismo Europeo di Stabilità) e il Fiscal compact. Un sistema di governance fondato sui meccanismi automatici del monetarismo, con riduzione degli spazi di democrazia e di partecipazione nelle scelte di politica economica. Oggi l’Unione Europea rappresenta l’Europa delle lobby, delle multinazionali, delle banche, della finanza.

La governance

Da come è strutturata la governance europea è facile comprendere come sia stato possibile questo disastroso esito di marginalizzazione del ruolo dei cittadini. E’ la Commissione, composta da un delegato per ogni stato dell’Unione, che ha il monopolio dell’iniziativa legislativa proponendo l’adozione degli atti normativi comunitari (direttive e regolamenti). Atti che vanno approvati dal Parlamento Europeo e dal Consiglio dell’Unione Europea, formato dai capi di governo della UE, solo dopo una fase di negoziazione fra le due istituzioni. Dal 2012 i cittadini europei possono chiedere direttamente un nuovo progetto di legge attraverso una petizione firmata da 1 milione di europei provenienti da almeno 7 Paesi.

La Commissione è anche responsabile dell’attuazione delle decisioni politiche, della gestione dei programmi e della spesa dei fondi europei.

Per realizzare gli obiettivi stabiliti dai trattati l’UE adotta diversi tipi di atti legislativi. I Regolamenti sono vincolanti per tutti i paesi dell’Unione. Le Direttive stabiliscono un obiettivo che tutti i paesi dell’UE devono realizzare, ma con un margine di discrezionalità  nella loro interpretazione normativa. Le Decisioni sono atti vincolanti direttamente applicabili per i destinatari (un Paese della UE o un’impresa come la Microsoft). Le Raccomandazioni non sono vincolanti, suggeriscono linee di azione senza obblighi giuridici. I Pareri sono strumenti attraverso cui le istituzioni europee esprimono posizioni senza obblighi giuridici per i destinatari.

I maxiprogetti

L’UE finanzia programmi e progetti che coinvolgono nelle politiche comunitarie parte o tutti i Paesi dell’Unione. Alcuni progetti di dimensione transeuropea rappresentano solo gli interessi delle multinazionali e risultano insensati e deleteri per la comunità dei cittadini. E’ in atto nel Parlamento Europeo un’ampia e varia resistenza contro le reti transeuropee di trasporto, energetiche, progetti come la Tav e gli impianti di rigassificazione. Progetti cofinanziati dall’UE che vengono fatti passare come European Projects of Common Interest, in realtà imposti in maniera autoritaria alla popolazione locale. Nella maggior parte dei casi non rispondono alle esigenze di uno sviluppo sostenibile in Europa (vedi rigassificatore di Zaule). Piuttosto servono a imporre gli interessi delle grandi aziende energetiche. La Commissione incoraggia le Partnership Pubbliche Private nella costruzione delle infrastrutture energetiche e dei trasporti, attraverso la Connecting Europe Facility (meccanismo di interconnessione europea), fondo con cui vengono messe a disposizione le risorse per i grandi progetti europei. Per il periodo 2014-2020 sono circa 33 miliardi di euro, suddivisi in 26 per i trasporti, 1 per le telecomunicazioni e circa 6 per il settore energetico.

Qualcosa di buono

Nonostante tutti gli aspetti negativi che emergono nelle politiche europee, la legislazione comunitaria è risultata spesso essenziale per impedire ai singoli Stati (vedi Italia) devastanti interventi sul territorio e sull’ambiente. Sono in atto modifiche alla Direttiva 2011/92 sulla VIA, adottate dalla Commissione ambiente del Parlamento Europeo e presentate alla plenaria del PE, al fine di iniziare i negoziati con Consiglio e Commissione europea affinché la nuova direttiva entri in vigore entro il 2016. Queste modifiche potrebbero rappresentare veri e propri strumenti di difesa delle popolazioni contro eventuali abusi delle lobby multinazionali che vogliano imporre i loro progetti  col massimo di deregolamentazione legislativa possibile.

Le elezioni europee si terranno dal 22 al 25 maggio 2014. E’ necessario attribuire più peso a questa scadenza: democrazia è partecipazione, come cantava Giorgio Gaber. Una presenza più forte delle aggregazioni che si oppongono alle derive neoliberiste dell’Unione Europea è il fattore chiave perché un Parlamento meno soggetto alle lobby monetariste possa arginare o perlomeno contenere la troika (Fondo Monetario Internazionale, Commissione Europea, Banca Centrale Europea).

Scritto da lino santoro

lino santoro

Nato a Trieste nel 1946. Sposato felicemente con Maria Grazia e padre di Stefano. Laureato in Chimica e in Scienze ambientali, ha insegnato per molti anni, tenendo anche corsi presso l’Università di Trieste sui rapporti tra ambientalismo, scienza e ricerca. Ha collaborato con vari enti su temi ambientali. Ha fatto parte dello studio associato per consulenza ambientale Omnia studio. Per cinque anni è stato consulente tecnico del Centro di Ecologia Torica ed Applicata; già presidente regionale di Legambiente di Trieste e del FVG, ora è nel suo direttivo regionale, e nel Comitato scientifico regionale e nazionale. Collabora felicemente (almeno per lui) con Konrad da quattro anni.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *