Une expo au top!

Piccolo omaggio a Giuliano Comelli, storico ed attuale autore delle originali copertine di Konrad. Chapeau!

Tracce. Tracce da trovare. Il filo conduttore in un legame naturale, Comelli et Fils. Una esposizione di pittura dai toni decisi che vede coinvolti i triestini Comelli, papà Giuliano ed i suoi due figli, Davide e Sara, grazie alla fortunata intuizione o, meglio, emozione di una gallerista francese, Nikki Ract. Sentimentalismi a parte, questa non è una mostra leggera ed i complimenti non sono di circostanza: all’inaugurazione le opere sorprendono, scuotendo pathos e ragione. Come dev’essere.
Sono 30 lavori, allestiti nei suggestivi ambienti della Galleria JBC1, a due passi dal celebre marché aux puces di Parigi. Una cornice perfetta di un ex magazzino. Blocchi di cemento armato e mattoni a vista, molto trendy e per niente clean.
Davide lavora su carta ed esclusivamente a graffite. Parte dal caos al quale sovrappone geometrie. Rottami assolutamente casuali sono perlopiù gli oggetti delle sue ricerche. Catturati dalla macchina fotografia, ridisegnati e sottoposti all’ordine. Nell’allestimento troneggia il suo trittico, un soggetto combusto, 180×210, già ammirato in divenire quest’estate a Trieste dal pubblico di Trame, organizzato dall’Immaginario Scientifico presso il Salone degli Incanti.
Giuliano fa ragionamenti analoghi ma con altri principi. Non utilizza la fotografia come soggetto delle sue analisi ma parte da macchie e segni casuali per poi ricercare equilibri interni. Interviene sui suoi acquarelli con un segno a pennino, quasi da incisore. Presenta pure dei feltri dall’interessante valore materico: né tela né carta, privi di trama, impregnati di colore diventano quasi una pelle. Nessuna descrizione. Pittura informale, si direbbe la sua, anche se non mancano richiami a paesaggi.
Sara ha un altro approccio, un’altra sensibilità. La fotografia le serve per assemblare oggetti provenienti dalle situazioni più disparate, che considera per le loro forme particolari, funzionali alla rappresentazione che non descrive ma offre attraverso un’allusione. Ancora ricerca, dunque, di relazioni fra il caso e una volontà razionale che tutto sottintende e ricrea, fra mistero, suggestione e soprattutto colore.
Sara e Davide, vivono da parecchi anni nella capitale francese. Insieme hanno realizzato importanti lavori di decorazione, a partire dal Pan Piper, un ex teatro completamente ristrutturato e da loro dipinto negli esterni ed interni a partire da un ragionamento basato sulla morfosi. Le loro competenze di grafici raffinatissimi applicate all’ambito architettonico danno risultati veramente notevoli.
Un invito a consultare il loro sito www.chromosomestudio.com (ancora un geniale e riconoscente riferimento al patrimonio genetico e al colore che caratterizza l’attività di famiglia).
Una speranza di poter vedere una loro mostra così ben strutturata anche a Trieste.
E un augurio di trovare architetti interessati alle potenzialità incredibili e nuove delle loro decorazioni. A Trieste o altrove.

Fabiana Salvador

Scritto da fabiana salvador

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