Un progetto di culture contemporanee. Varcare la frontiera

– di Fabiana Salvador –

Bruno Binosi, Sirena, 1970

Bruno Binosi, Sirena, 1970

 

Il mio sogno per Trieste valorizza l’arte e la cultura contemporanea, attraverso la storia e le vicende di un territorio che ha in questa città il suo baricentro. Un sogno di memorie restituite e nuove memorie condivise. Un sogno che ha come obiettivo primo il superamento di tutti i confini. Un sogno che abbraccia l’attività dell’associazione Cizerouno che da anni ormai è impegnata su queste tematiche e declina il proprio programma attorno a un titolo che è un’icona, insostituibile, sempre piena di forza e significato. Varcare la frontiera. Varcarla di fatto attraverso la conoscenza, per un futuro migliore.

Quest’anno il progetto, presentato ai bandi regionali della cultura, si configura come Varcare la Frontiera. Flussi di marea. Una chiacchiera con Massimiliano Schiozzi, curatore del progetto, e il mio sentire onirico appare come utopia percorribile, con entusiasmo e in modo concreto, perché ai contenuti fondamentali si accompagna una modalità di realizzazione innovativa ed efficace.

La frontiera da varcare è il limite fisico, politico e geografico, ma anche e soprattutto culturale, mentale e di genere. Il tema è quello dell’identità, approfondita prendendo a riferimento l’area dell’Adriatico orientale e il ruolo del mare, elemento comune a paesi e popoli diversi. Elemento di unione, contatto, arricchimento delle identità, ma oggi spesso sinonimo di “straniero” e “pericolo”.

Quattro i segmenti tematici scelti per quello che si configurerebbe come un festival strutturato: sirene (dedicato alle frontiere di genere); fari (per un recupero della storia dell’Adriatico e delle sue genti attraverso il paesaggio culturale costiero); diari di bordo (il viaggio inteso come esplorazione geografica e culturale, come incontro con il diverso da sé); altre rotte (per nuove chiavi di lettura e nuove metodologie di indagine e diffusione culturale), dalle musiche e canti della tradizione costiera e marinara, a riflessioni e memorie su vecchie e nuove migrazioni da una sponda all’altra dell’Adriatico, fino a giungere al grande mare del web. Argomenti molte volte trascurati o fraintesi, che saranno affrontati coinvolgendo in prima persona i protagonisti (gli immigrati e il movimento identità transessuale).

L’obiettivo è far dialogare realtà differenti, promuovendo la collaborazione, lo scambio, il confronto e la creazione di reti di relazioni culturali, anche insolite, che possano stimolare nuovi processi di integrazione e valorizzazione. Per una realtà aperta, fluida e flessibile. Arte, antropologia, socialità e alla base il recupero della cultura materiale di diversi popoli storicamente insediati nella nostra macroregione, ma anche quelli di recente immigrazione. La valorizzazione delle lingue minoritarie, dall’uso letterario del friulano alle letture di poeti e scrittori sloveni di Trieste e Gorizia, realtà di confine, per sottolineare la presenza della comunità slovena nei contesti urbani e culturali delle due città, in modo da sfatare il falso luogo comune di una slovenità esclusivamente periferica e contadina. Il tutto come? Con spettacoli dal vivo, teatro, performance, musica, proiezioni, letture sceniche, eventi espositivi e installazioni, anche multimediali. Coinvolgendo le giovani generazioni attraverso laboratori didattici e creativi per bambini della scuola primaria, incontri di approfondimento per le scuole secondarie inferiori e per studenti universitari. Mostre che diventano un evento, un’esperienza, spesso estensione di altri eventi nella convinzione che veicolare contenuti in modo nuovo o reinventato potenzia la forma del messaggio e allarga la platea delle persone coinvolte. Luoghi, contenitori, location vengono trasformati dal contenuto stesso e dalla modalità di fruizione del pubblico in una costante interazione tra le parti. Con originalità. Varcando le frontiere.

Progetti culturali come questi sogniamo per Trieste, punto privilegiato per l’analisi di temi legati all’identità, città osmosi fra culture e generi artistici. Progetti che promuovano e coinvolgano esperienze di fruitori diversi per età e ambiti di interessi. Progetti che favoriscano una crescita per confronti e dibattiti stimolanti.

 

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Scritto da fabiana salvador

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