Un mondo di santi, poeti e navigatori

SIAMO TUTTI INTELLIGENTI di Giorgio Dendi

Un mondo di santi, poeti e navigatori

Parecchie cose mi sono capitate in questi giorni, a partire dal mio compleanno. Ma nella settimana appena trascorsa c’è stata anche la festività di Ognissanti. E il Papa in questo giorno ci ha invitati a seguire l’esempio di tanti uomini e donne che alla fine sono tanti fratelli e sorelle “della porta accanto” che magari abbiamo incontrato e conosciuto. Insomma, non sono tanto distanti da noi.

Ho pensato a questa cosa nei giorni scorsi, quando sono stato invitato a tenere una conferenza al Festival della Scienza di Genova. Il mio intervento si è tenuto a Palazzo Tursi (la sede del Comune, mica male…), e aveva per tema “Dobbiamo essere matematici: ne va della vita”. Sono stato pure spettatore di altre conferenze, tenute da persone veramente eccellenti, luminari nel loro campo, e che ho avuto modo di conoscere. Tutti gli spettatori hanno conosciuto tante celebrità.

Ad esempio, ricordo Federico Faggin, che è un grande fisico, inventore e imprenditore, ma anche filosofo, aggiungo io dopo averlo ascoltato. Dopo aver lavorato alla Olivetti, fu capo progetto e poi direttore nella costruzione dei primi apparecchi Touchpad e Touch screen, quindi le tecnologie presenti sui telefonini di tutto il mondo esistono grazie a Faggin. Adesso sta studiando ancora per poter sviluppare nuove tecnologie, e ormai gli studi sono più idee filosofiche che meccanismi materiali.

Anche Nives Meroi e Romano Benet erano protagonisti, assieme ad altri relatori, della conferenza dal titolo “Oltre la vetta. La vita dopo il trapianto”. Romano ha subito il trapianto di midollo osseo, la chemioterapia, trasfusioni, ma alla fine ce l’ha fatta, e ha concluso la conquista, assieme alla moglie, delle quattordici cime della Terra superiori agli 8000 metri.

Ecco, anche queste persone hanno fatto delle cose eccezionali in campi molto diversi tra loro, ma possono essere da esempio anche loro per tutti noi: se anche noi abbiamo il coraggio di osare che hanno avuto loro, potremo raggiungere vette inaspettate per la maggior parte degli uomini.

E questo è il messaggio, molto somigliante a quello del Papa, che mi sento di spedire a me stesso e a chi ha piacere di condividerlo.

Io intanto mi gusto la Targa spedita dal Presidente della Repubblica al Festival della Scienza… anche lui forse la pensa come noi.

www.giorgiodendi.it

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