Speciale Migrazioni: perché?

Le parole che seguono sono di Giovanni De Mauro, direttore di Internazionale.
Sono state pubblicate il 19 giugno 2015 con il titolo “Libertà”.
Le riproponiamo come parole chiave per illustrare il nostro punto di vista sulla questione delle migrazioni. 
A cui abbiamo voluto dedicare il numero di novembre delle rivista cartacea.
Abbiamo cercato di raccogliere informazioni e offrire opinioni, in modo che ognuno possa chiudere il proprio cerchio. Anzi, aprirlo all’ascolto e all’accoglienza. Questo è il nostro auspicio.

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Abbiamo sbagliato. È inutile cercare argomenti razionali per discutere con chi trasforma i migranti in nemici e se ne serve per raccogliere consensi intorno a un progetto che appare sempre più chiaramente reazionario e a tratti autoritario.

La logica non farà cambiare idea a chi usa i migranti come capro espiatorio della crisi economica, sfruttandoli per spostare l’attenzione dai veri responsabili. Siamo caduti in una trappola, cercando di spiegare numeri alla mano che i migranti non sono così tanti da rappresentare un pericolo per un continente come l’Europa. Tempo perso. Perché chi parla di “emergenza” fa leva su emozioni potenti come la paura, l’insicurezza, la rabbia.

Ci vorrebbero allora donne e uomini capaci di dare vita a un movimento collettivo che faccia leva invece su sentimenti come la solidarietà, la giustizia, l’uguaglianza.

(“Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne tutti insieme è la politica. Sortirne da soli è l’avarizia”, diceva don Milani).

Bisognerebbe poi che questi uomini e queste donne si organizzassero e che insieme trovassero la forza per chiedere due cose semplici: l’apertura di tutte le frontiere e la libertà di movimento per ogni abitante della Terra.

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