Che spasso i gonfiabili! O no?

– da La Fata Carabina –

fatacarabinaJPG

L’entrata è un ammasso di cappotti, scarpe, calzini. Odore umano diffuso. Poco ricambio d’aria. Superata la porta tagliafuoco, su cui campeggia un cartello di benvenuto, si accede ai mitici gonfiabili, dove si svolge la festa di compleanno a cui è stato invitato il tuo bambino.

Hai dei pregiudizi, mamma? Sei titubante, papà? Ti consiglio comunque di entrare. E’ giusto sperimentare prima di giudicare.
Entrate. La prima cosa che colpisce è il rumore: assordante e sordo al tempo stesso, frutto di voci bambinesche urlanti, moltiplicate all’orecchio da una pessima insonorizzazione. Non c’è una finestra, la luce è artificiale. L’aerazione, non si sa. Di certo non manca il solito profumo umano.

I compleanni si svolgono in batteria. Ogni bambino con gli invitati ha il suo box.

I gonfiabili, enormi palloncini dalle forme disparate con scivoli incorporati, campeggiano, comuni per tutti. Comuni ma non comunitari. Il caos e l’eccitazione è tale che i bambini giocano, si lanciano, corrono, saltano, si affannano, ma sempre individualmente. In un gioco che va consumato fino allo sfinimento. Ognuno per sé. Relazione nulla, o quasi.

Sui tavoli di ogni box compaiono cibi e bevande, comprese nell’offerta dei gestori e non modificabili. Per un prezzo medio di 12 euro a bambino invitato. Si tratta per lo più del solito e banale junk-food: patatine con grassi idrogenati, bibite gassate in cui il glucosio da mais (probabilmente ogm) la fa da padrone e qualche triste paninetto.

Ai genitori è concesso di portare la torta. Ma le torte vanno consegnate all’organizzazione che decide quando vanno servite, lo stesso per tutti. Tutti, bravi bravi, in fila, a festeggiare e cantare nei propri box.

Dopo due ore il bambino è stravolto, sudato, frastornato, rosso come un peperone. Si è divertito? Lui vi dirà di sì. Ma si potrebbe discutere sul senso del divertimento. E sul tipo di divertimento che un genitore può scegliere per e con il proprio figlio. Per esempio: quanto conta la relazione quando ci si diverte? Oppure: si può pensare ad una festa veramente cool senza adagiarsi sui soliti modelli preconfezionati, stramasticati e ormai anche obsoleti?

Spazio alla creatività. O avete fatto figli per affidarli da subito al tenero e inebetente abbraccio dell’industria dello spettacolo?

Certo, inventare e cercare, magari coinvolgendo il futuro festeggiato, richiede un po’ di tempo e impegno.

Ai gonfiabili c’è la delega totale all’istituzione commerciale. I genitori possono quasi eclissarsi. E la bolgia è tale che è inutile voler tenere d’occhio il proprio pargolo. Puntualmente c’è chi si fa male: contusioni, storte. Pazienza, giocando, succede. Ma il male peggiore riguarda le testoline dei piccoli ed i loro piccoli ma pulsanti pensieri.

Che sia questo il vero divertimento per i bambini? E soprattutto ascoltate, voi che vi lamentate che il mondo va storto, che l’Italia va a rotoli, che le persone pensano solo al proprio tornaconto e così via. E magari firmate petizioni, andate a votare, o semplicemente vi arrabbiate.

Ebbene, cari genitori se pensate di essere diversi, cominciate da voi. Siate diversi nella pratica quotidiana. Nell’esempio.

Il mondo si cambia anche in ogni piccolo momento e in ogni piccola scelta. Il mondo è il futuro dei bambini. E quel futuro si costruisce anche con le feste di compleanno. Partecipative o individualistiche. Felici e movimentate. O parossistiche e superadrenaliniche. Tutto va bene. Purchè la scelta sia consapevole.

Consapevole che è dalle piccolezze che si comincia davvero a cambiare il mondo.

un saluto magico dalla Fata Carabina

 

2 comments

    • …si spera sempre di diffondere un’opinione critica verso tutte e tutti…l’importante è che le voci girino, e prima o poi arrivano anche a chi effettivamente ci va eccome!

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *