Sogni/sanje per Trieste. Una città a piedi e di corsa

di Riccardo Ravalli

Sogno una città “double face”, che:

….si rimetta a correre o almeno a muoversi, in tutti i sensi, meglio senza auto che spererei “dimenticate” in parcheggi regolari, censiti, numerati e raggiungibili mediate una guida intelligente ed indicazioni in tempo reale.

Sappia offrire la risorsa oggi più preziosa, il tempo. Necessario per viverla, muovendosi  a piedi o, ove possibile, in bici tra i suoi microcosmi principali (piazza, scuola, stazione, …).

Garantisca l’incontro con quel passato comune tra Carso e mare, oggi obliterato da rovi ed ostaggio di muretti pericolanti, rispettando lo spirito dei luoghi e recuperando antichi percorsi ad uso salutare e quotidiano, collettivo e turistico.

Un universo si è conservato tra le pieghe del flysch, sotto il ciglione carsico tra atmosfere boscose quasi collinari ed architetture rurali a 5 minuti dal centro.

Non solo una proposta naive ma uno scenario di sviluppo integrativo a quei grandi progetti che riempiono più spesso le pagine dei giornali e gli archivi piuttosto che le tasche vuote, specialmente dei giovani.

Basta guardare un po’ più in là, all’esempio delle “Cinque Terre”, dove la magia dei luoghi si associa all’operosità umana e alla produzione di vini ed olio di qualità.

Certo più agevolati da un clima non flagellato dalla bora, anche se talvolta il rabido scirocco e il maestrale non risparmiano sferzate, talvolta aiutate, anche laggiù dall’abbandono o da un eccesso di attenzione umana.

Per capitalizzare ed investire l’interesse che sempre più suscita la produzione locale d’olio di qualità, che può ulteriormente crescere associando al buon gusto la lentezza di un turismo che si muove lungo la millenaria rete di itinerari del “Cammina Italia”, proposto dal CAI già nel 1999.

Rende, a costo quasi zero per la collettività, snodandosi tra le risorse più nascoste di ogni territorio e l’attenzione di tutti è il primo passo.

ellato dalla bora, anche se talvolta il rabido scirocco e il maestrale non risparmiano sferzate, talvolta aiutate, anche laggiù dall’abbandono o da un eccesso di attenzione umana.

Per capitalizzare ed investire l’interesse che sempre più suscita la produzione locale d’olio di qualità, che può ulteriormente crescere associando al buon gusto la lentezza di un turismo che si muove lungo la millenaria rete di itinerari del “Cammina Italia”, proposto dal CAI già nel 1999.

Rende, a costo quasi zero per la collettività, snodandosi tra le risorse più nascoste di ogni territorio e l’attenzione di tutti è il primo passo.

foto di lorenzo monasta

foto di lorenzo monasta

Scritto da simonetta lorigliola

simonetta lorigliola

Simonetta Lorigliola, studi filosofici, è giornalista e vive e lavora a Trieste.
ha collaborato con "EV. Vini. Cibi Intelligenze", la rivista di Luigi Veronelli. Dal 2004 al 2010 ha diretto la Comunicazione sociale e le Campagne per Altromercato, la maggiore organizzazione di commercio equo e solidale italiana per la quale ha fondato il progetto IlCircolodelCibo. Autrice di pubblicazioni su origini e storia, ha recentemente pubblicato "È un vino paesaggio" (DeriveApprodi, Roma, 2017) È stata tra gli ideatori del progetto "t/Terra e libertà/critical wine" che ha organizzato decine di eventi in tutta Italia. Oggi collabora con il Seminario Veronelli. Scrive su Konrad dal 2012 e da ottobre 2015 ne è la direttrice.

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