Sale cristallino. Salute a portata di gusto.

di Nadia e Giacomo Bo

Quante volte ci siamo sentiti dire che non si deve abbondare di sale, che troppo sale fa male o che è nocivo per la nostra salute? Tantissime. Così tante da non farci nemmeno venire il dubbio che esistano diversi tipi di sale, alcuni effettivamente inadatti al nostro organismo, ed altri invece di cui abbiamo essenziale bisogno.

Il sale da cucina comunemente usato, composto prevalentemente da cloruro di sodio, non assomiglia molto all’elemento del sale di cui abbiamo bisogno. Infatti il nostro stesso sangue è una composizione salina al 1%, assomigliando in modo incredibile al mare primordiale, quello da cui la vita ha avuto origine.

Ma malgrado l’assunzione di cloruro di sodio in grandi quantità, l’uomo moderno soffre di carenza di sale (lo si nota anche dai test mineralogrammi o kinesiologici); vediamo assieme il perché.

Il nostro organismo riconosce subito una sostanza come aggressiva o inadatta, e quindi appena il sale raffinato entra in circolo, il nostro corpo mette in atto tutti i meccanismi affinché venga eliminato. Questo “lavoro”, appesantisce i nostri organi di elimino (principalmente i reni), i quali stimolati ad ogni pasto ad eliminare il sale, possono mandarci vari segnali per farci capire che “qualcosa non va”, segnali che noi ovviamente non prenderemo in minima considerazione, limitandoci a farci prescrivere una pastiglietta per “risolvere” l’ultima “magagna”….

Il nostro corpo infatti cerca di rendere innocuo il sale in eccesso isolandolo, circondandolo con molecole di acqua che lo neutralizzano: ma tale dispendio di acqua che il corpo effettua per risolvere l’emergenza, spesso comporta disidratazione delle cellule che di conseguenza, private della loro forza vitale, muoiono. Ci rendiamo conto di tale processo sul nostro corpo, notando un aumento o la comparsa di edemi (gonfiori) e cellulite: basti sapere che per conglobare 1 gr di sale occorrono 23 gr (!) di acqua.

L’industrializzazione elimina dal sale i minerali e gli oligoelementi, considerandoli impurità e trasformando così il sale da “oro bianco” a “veleno bianco”, come del resto si comporta anche con lo zucchero.

A tal punto, viene spontaneo chiedersi per quale motivo l’industria raffina il sale rendendolo un alimento del tutto inadatto al nostro organismo. La spiegazione è molto semplice: circa il 93% della produzione mondiale di sale serve direttamente o indirettamente ad applicazioni industriali che richiedono cloruro di sodio puro, cioè privo di elementi che possano interferire con i processi di trasformazione.

Spesso poi il sale da cucina include anche dei conservanti per i quali non esiste l’obbligo di denuncia, quale per esempio l’idrossido di alluminio, che servono a migliorare la cospargibilità del sale stesso.

Ma se da una parte non avremo difficoltà a spargere uniformemente il sale sull’insalata, dall’altro rischiamo di intossicarci di alluminio, sempre più presente nella nostra dieta sotto forma di lattine, tappi di yogurt, alimenti preconfezionali e sempre più considerato responsabile del morbo di Alzheimer (!).

Vediamo infine la differenza fra sale di roccia il sale cristallino.

A differenza della roccia, il cristallino possiede una struttura geometrica regolare, una disposizione ordinata degli spazi che rende immediatamente biodisponibile il sale alle nostre cellule: attualmente a questa descrizione attualmente corrisponde solo un tipo di sale, quello dell’Himalaya.

Il sale cristallino puro ha subito per milioni di anni, delle fortissime pressioni che ne hanno determinato la qualità della struttura cristallina e della sua disposizione spaziale. Infatti i minerali contenuti nel sale cristallino sono strutturalmente così sottili da poter essere utilizzati in toto dalle cellule.

Cosa deve sapere chi decide di acquistare un sale cristallino? Esistono anche altri sali cristallini non all’altezza di quello Himalayano, come i sali derivati dalla Germania o dalla Polonia e pressoché identici nell’aspetto esteriore.

Cercare di controllare per prima cosa sull’etichetta il luogo di origine dei cristalli e, nel caso aveste dei dubbi, chiedete informazioni direttamente al venditore. Altra dote necessaria è la lavorazione manuale e la selezione del sale (infatti occorre scavare in mezzo a tonnellate di salgemma per trovare le vene di sale cristallino), ed aspettatevi inoltre di pagarlo maggiormente del sale comune.

L’unione di acqua e sale, ossia la soluzione idrosalina cristallina naturale, non è un farmaco né una sostanza terapeutica che produce miracoli, ma piuttosto un alimento di vita vero e proprio. E come tutti gli alimenti vitali, aiuta il nostro organismo nel suo meraviglioso lavoro di pulizia e di funzionamento di tutti i giorni, in quanto ha la capacità di riequilibrare i deficit del nostro organismo, oltretutto rendendo meno offensive – con la sua forza neutralizzante – le emissioni elettromagnetiche presenti nelle nostre vite.

Che, come del resto ce ne stiamo rendendo conto, non sono poche!

 

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