Sabatine: dialoghi culturali aperti al pubblico a Trieste

“Sei già stata a Sabatine? Com’era?”
”Non saprei dirti. E’ strano, ma mi sono divertita!”

Trieste, Caffè San Marco, sabato 6 e 13 dicembre alle 21.00. E continua a gennaio

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“Sei già stata a Sabatine? Com’era?”
”Non saprei dirti. E’ strano, ma mi sono divertita”

sabatino [sa-ba-tì-no] agg. raro di, del sabato
Cena sabatina, cena che un tempo si faceva dopo la mezzanotte del venerdì per mangiare di grasso e oltre il consueto. Dall’ebraico shabbāt ‘(giorno di) riposo.
Lo sanno ancora in pochi, l’idea è appena partita. Non tanto pochi, però. Visto che la saletta del Caffè San Marco non è bastata a ospitare tutti i convenuti, nei due incontri passati. Il primo è stato con Simone Volpato, libraio, e Barbara Fornasir, architetto. Tema: i Luoghi. Nel secondo, con Carlo De Incontrera, il musicologo, si è parlato di organizzazione e formazione culturale. Ma non hanno parlato solo gli ospiti noti. A Sabatine tutti, o quasi, hanno la voglia (e la possibilità) di intervenire.
Orchestrate dal Maestro del Coro Valerio Fiandra, queste occasioni di conversazione guidata torneranno per altre due volte in scena:

il 6 e il 13 dicembre, sempre alle 21.00, sempre al Caffè San Marco, di sabato naturalmente. Il tema del 6 sarà la musica francese e triestina, con il critico e scrittore Rino Alessi. Il 13 si parlerà con Giorgio Pressburger con copione tutto politico culturale, accordato con molta serissima ironia.
Il secondo ciclo di Sabatine è già previsto per la seconda metà di gennaio.
A Sabatine si beve, generalmente, bene. Davanti ad un bicchiere, in questa situazione mista, fra il salotto ed il cenacolo, come in un incontro fra amici, ci si trova a proprio agio. Gli ospiti (famosi o sconosciuti) si alternano a raccontare esperienze culturali o letterarie, a esporre una teoria o ricerca scientifica, a presentare una pratica artistica, a condividere la passione generatrice di una professione non comune, e altro ancora.
Filo conduttore di queste serate informali è la musica, presenza costante nei discorsi e nelle proposte di ascolto, guidate o meno, a seconda del programma, a volte eseguite dal vivo.
L’intento principe di questi incontri resta la creazione del dialogo paritario, del confronto libero e dello scambio culturale e relazionale.

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