Rotatorie belle o tristi?

di Diego Masiello

Tra Ilirska Bistrica e Montedoro

004 Rotatorie

Anni fa Giulia Gridi in un sua ricerca su Trieste elencava tutti i colori che le persone  associano al cielo, al mare, all’architettura dei palazzi, alle strade e al Carso. Atmosfere cromatiche che suggerivano sensazioni ed emozioni, allegria, gioiosità e spontaneità. Tristezze o malinconie dovrebbero affievolirsi.

Queste danze di colori si possono vedere meglio con il cuore, sono comunicazioni affettive e se ci parlano, le possiamo sentire solo con l’anima.

Le grigie rotatorie realizzate sulle nostre strade comunicano molto poco.

In altri luoghi le rotatorie svelano l’ambiente storico-culturale del territorio attraversato; a Ilirska Bistrica su una bella rotatoria fiorita c’è addirittura un piccolo mulino ad acqua in ricordo di ciò che fu la ricchezza di quel borgo.

A Montedoro, terra di commerci, di antiche di saline e di un’importante raffineria, la rotatoria è un’anonima gettata di cemento.

Senza orgoglio, senza bellezza e senza colori la nostra vita diventerà sicuramente più noiosa.

 

 

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