Referendum 17 aprile. Konrad voterà Sì

L’appuntamento del 17 aprile è importante.

L’ostinazione italiana (e non solo) a voler legare produzione di energia e petrolio sembra un racconto di brutta protofantascienza.

Il combustibile fossile è fuori tempo: distrugge il pianeta, è una fonte esauribile, inquina e ci viene venduto a prezzi folli.

Se fosse un bambino a ragionarci lo escluderebbe subito da ogni gioco.

Invece in Italia esistono decine e decine di piattaforme petrolifere, persino a distanze ravvicinate dalla costa.

Le trivellazioni esplorative ed estrattive distruggono l’ecosistema marino creando danni irreparabili.

Il referendum pone un freno. E apre la strada per un confronto futuro sulla necessità di abolire questo anacronistico strumento di produzione energetica. Nel nostro mare.

Mare_Turri_monasta

E stiamo parlando del mare Adriatico o Tirreno cioè del Mediterraneo, il mare nostrum noto in tutto il mondo per la sua unica bellezza.

Qui non solo la visione politica è miope, è addirittura cieca e paradossale.

La nostra ricchezza è la bellezza del territorio, non il petrolio del nostro mare, che è poco, e viene estratto da imprese che ci lucrano e lo sfruttano.

Tanto che in Emilia hanno pensato di attaccarci, alle piattaforme, anche degli allevamenti di cozze.

Salvo poi scoprire (lo ha denunciato Greenpeace) che le cozze contengono quantità di metalli pesanti ben oltre i limiti di legge.

E noi ce le mangiamo.

Insieme alle fandonie sul progresso scientifico che farebbero di queste piattaforme esempi di un paese civile orientato alla ripresa economica.

Viene da ridere. Se non ci fossero da piangere lacrime amare.

Quelle che vanno trasformate in sana indignazione. In partecipazione. In testardo e sano desiderio di cambiamento.

Il 17 aprile ci è data una possibilità.

Non sprechiamola.

Nella foto distribuita dall'ufficio stampa il 31 luglio 2014 la Rainbow Warrior, nave simbolo di Greenpeace, entrata in azione nel mar Adriatico presso la piattaforma petrolifera Rospo Mare B, di proprietà Edison ed Eni. ANSA/UFFICIO STAMPA GREEN PEACE +++NO SALES - EDITORIAL USE ONLY - NO ARCHIVE+++

Nella foto distribuita dall’ufficio stampa il 31 luglio 2014 la Rainbow Warrior, nave simbolo di Greenpeace, entrata in azione nel mar Adriatico presso la piattaforma petrolifera Rospo Mare B, di proprietà Edison ed Eni.
ANSA/UFFICIO STAMPA GREEN PEACE

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