La recensione: “Miss Adèle e l’enigma del Faraone” di Luc Besson

– di Gianni Ursini –

Miss Adèle e l’enigma del Faraone di Luc Besson  ( Francia 2010)

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Da un po’ di tempo siamo letteralmente sommersi da pellicole tratte dagli albi a fumetti. Dopo la valanga dei super eroi con super-problemi provenienti dagli USA,  i francesi ci hanno divertito con i personaggi tratti dal fumetto Asterix, ed ora ci provano con Miss Adèle, una specie di Indiana Jones in gonnella.  L’ultimo film di Luc Besson, Miss Adèle e l’enigma del Faraone è dichiaratamente ispirato ai fumetti di Jacques Tardi usciti a metà degli anni Settanta con il titolo Les aventures extraordinaries d’Adele Blanc-sec ( che è anche il titolo originale del film ). Devo dire che ho fatto un po’ di fatica a ricordare di che diavolo si trattasse. Le cose che non mi sono mai piaciute troppo tendo ad accatastarle in ripostigli nascosti della memoria, e tirarle fuori dopo tanti anni può diventare un bel problema. Il fumetto di Tardi, pubblicato a puntate nel 1978 sulla rivista italiana “ Alterlinus” ( Rizzoli Editore ),  pur essendo un capolavoro dal  punto di vista grafico,  era troppo intellettuale e serioso per i miei gusti ed assolutamente privo di senso dell’umorismo.

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In Francia ebbe grande fama e successo, ed ancora oggi viene ripubblicato con interesse. In Italia se ne ricordano pochi. Vi lascio immaginare quale è stata la mia gioia e la mia sorpresa nel vedere che il regista Luc Besson da un fumetto così pesante ed impegnato, è riuscito a trarre una storia piena di brio dichiaratamente per ragazzi, simpatica e frizzante come un buon champagne francese. Ambientato nel 1911, il film è una amabile presa in giro della “Belle Epoque”, con personaggi dichiaratamente caricaturali che interagiscono con figure appartenenti al mondo della fantasia come rettili preistorici volanti feroci ed affamanti, scienziati pazzi, poliziotti pasticcioni e mummie egiziane redivive che invece di fare paura si comportano con un “bon ton” degno dei migliori gentleman inglesi. Impressionante la ricostruzione storica della Parigi del primo novecento, che mi ha letteralmente affascinato: forse una delle migliori di tutta la storia del cinema.

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Effettivamente nei titoli di coda ho notato che il numero degli addetti alle scenografie ed ai costumi era molto superiore  a quello dei tecnici degli effetti speciali, e questo basta a dare la cifra dell’abissale differenza che passa fra il film francese ed i fracassoni prodotti americani. Resta da dire che i personaggi disegnati da Tardì erano molto caricaturali, e la stessa Adèle Blanc-sec non rappresentava certo l’ideale di bellezza femminile. Luc Besson  invece pur mantenendo le caricature nei personaggi di contorno, ha trasformato l’ eroina del film ( interpretata dall’attrice Louise Bourgoin) in una creatura splendida e solare che non ha paura di niente e di nessuno. Chiaramente il film si colloca a pieno titolo nel genere “ steampunk”. Il termine “steampunk” fu coniato una quindicina di anni fa, ed imitazione del più celebre “cyberpunk”. La parola in questione è difficilmente traducibile in maniera letterale.

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Comunque in linea di massima,  può definirsi tale qualsiasi opera di fantascienza moderna collocata nel periodo Vittoriano–Edoardiano, creata imitando lo stile, i temi ed i contenuti dei romanzi di avventure e di viaggi straordinari scritti a cavallo tra il diciannovesimo ed il ventesimo secolo. Ad esso appartengono tanto per fare un esempio tutto il ciclo a fumetti della Lega degli straordinari gentlemen di Alan Moore e Kevin O’Neill ( (2003-2006), e la serie delle “Storie di Altrove” che esce semestralmente negli albi di Martin Mystère. A chi volesse approfondire l’argomento, sarà utile sapere che nel settembre 2010 a cura della casa editrice Rizzoli- Lizard è uscita una ristampa delle opere di Jacques Tardi dedicate alla mitica Adèle.

Attenti però: le copie giunte a Trieste sono molto poche, ed alcuni commessi ( e commesse ) delle locali librerie sono piuttosto ignoranti in campo cinematografico, e non capiscono assolutamente nulla del mondo dei fumetti.

Per venirne a capo perciò bisognerà pronunciare la parola magica “ Rizzoli”.  Solo così negli occhi dei commessi si accenderà quel bagliore di comprensione che porterà sicuramente alla soluzione di tutti i vostri problemi.

 

Scritto da gianni ursini

gianni ursini

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