The Prometheus Project

La relazione sinestetica tra musica, arte, colore e tecnologia

– di Eleonora Molea –

“Perché una verità universalmente conosciuta possa esprimersi, deve attendere l’occasione fortunata che le arride ogni cento anni. Una di queste occasioni fu Skrjabin. Come Dostoevskij non è soltanto romanziere, come Blok non è soltanto poeta, così Skrjabin non è soltanto compositore, ma eterna occasione di gaudio, celebrazione e sagra personificata della cultura e dell’arte russa.”
Dall’autobiografia di Boris Pasternak

Parte da Trieste il “raggio luminoso” di Prometeo: un raggio che illumina le vite degli uomini, stimola la creatività e collega ogni forma musicale e visiva nell’epoca dell’arte digitale grazie all’iniziativa internazionale “The Prometheus Project”.

La figura mitologica di Promethéus, “colui che riflette prima”, il titano che forgiò l’uomo per incarico di Zeus e che donò all’umanità il fuoco, è simbolo di ribellione, sfida alle autorità e alle imposizioni e metafora del pensiero. Ora è sottoposto a una nuova lettura, teosoficamente laica, grazie alla rivisitazione della visione del celebre compositore e pianista russo Aleksander Skrjabin in occasione del centesimo anniversario dalla sua scomparsa. Il 2015 è anche l’anno internazionale della Luce e delle tecnologie basate sulla Luce e pertanto il “The Prometheus Project” si colloca perfettamente all’interno delle manifestazioni in linea con il tema promosso dall’UNESCO, intendendo esplorare la relazione sinestetica fra musica, suono, luce, colore, poesia, teosofia e tecnologia.

Il “The Prometheus Project” si inaugurerà martedì 14 aprile alle ore 18 al Caffè San Marco di Trieste con la conferenza di apertura “Il raggio luminoso. Il pensiero prometeico di Aleksander Skrjabin a cent’anni dalla sua morte”, realizzata in collaborazione con “The London Collectors Club” e con il Caffè Libreria San Marco di Trieste. Interverranno Patrick Karlsen, storico contemporaneo; Edward Lucie-Smith, critico e curatore d’arte; Claudio Crismani, maestro pianista; Sergei Reviakin, editore, co-autore del “The International Art Market Guide to Collectors and Investors” e Aleksander Kouznetsoff, esperto d’arte russa e curatore di mostre internazionali. L’incontro sarà introdotto da Fabio Fonda, coordinatore operativo del progetto.

Mercoledì 15 aprile alle ore 20 nella Sala del Ridotto “Victor de Sabata” del Teatro Lirico “Giuseppe Verdi di Trieste” avrà luogo il concerto per pianoforte del Maestro Claudio Crismani, realizzato in collaborazione con la Fondazione del Teatro Lirico “G. Verdi” di Trieste e con il patrocinio del Comune di Trieste. Claudio Crismani, pianista internazionale con una carriera pluridecennale, ha suonato con le più grandi orchestre e i più importanti direttori del panorama mondiale. È ritenuto uno dei più rinomati interpreti di Franz Liszt e di Alexander Skrjabin.

Nel programma: Franz Liszt, Fantasia d’opera sul “Parsifal” di Richard Wagner; Alexander Skrjabin, 12 preludi (op. 11, 16, 27, 31, 33): Lento; Andantino; Cantabile, rubato; Violento, con forza; Mesto; Patetique; En estase; Con stravaganza; Funebre; Indecis; Vague; Irato, con collera. Seguiranno: Franz Liszt, dal “Tannhauser” di Richard Wagner, Recitatif – O du mein holder Abdenstern; Alexander Skrjabin: “Universe”, Poeme; Introductione a “L’Acte Prealable”; Avec une emotion naissante; En une vertige, dèsordenné; Lente contemplatif, sombre; Déchirant, comme un vol.
Il biglietto, del costo di € 15,00, è acquistabile alla biglietteria del Teatro fino ad un’ora prima dell’inizio dell’esecuzione.

I primi due appuntamenti di Trieste sono solo l’inizio del “The Prometheus Project”, nato da un’idea di Claudio Crismani, con la Direzione Artistica di Edward Lucie Smith ed il Coordinamento Operativo di Fabio Fonda. Il progetto infatti approderà con altre iniziative anche a Londra e San Pietroburgo.

Aderiscono al progetto numerosi artisti internazionali del calibro di Joe Machine, Charles March, Sara Shamma, Tim Maslen, Jennifer Mehra, Julio Vaquero, Renzo Bergamo, Le Solistes de Moscow e The London Philharmonic Orchestra.

Il Comitato Onorario Internazionale dell’Associazione Culturale Woland che ha reso possibile questo progetto è composto da Maria Kodama, Edward Lucie Smith, Sanda Miller, Patricia Rizzo, Mo Amelia Teitelbaum, Andrea Harari, Suresh Sing, Sergey Reviakin, Shimon Auerbach e Dimitri Ozerkov.

L’auspicio del “The Prometheus Project” è di riuscire a fare da ponte tra differenti figure della scena artistica contemporanea a livello internazionale e di essere una grande occasione per la città di Trieste di diventare protagonista di un nuovo cosmopolitismo, che guarda al futuro e non più al passato. Il “The Prometheus Project” concretizza una visione, il sogno di un uomo, sublimata dalla sinestesia tra le arti ma anche tra l’arte stessa e i popoli.

 

www.associazionewoland.org

The Prometheus Project, in un'opera di Joe Machine

The Prometheus Project, in un’opera di Joe Machine

 

Scritto da eleonora molea

Archeo-antropologa con la passione per il Carso quanto per le Ande, cittadina del mondo, attenta e consapevole alle piccole azioni quotidiane. Ha a cuore il rispetto della Natura e delle tradizioni locali in un’ottica di decrescita felice, chiavi di volta per un "buen vivir" sociale.
Si occupa di comunicazione, della valorizzazione del patrimonio culturale, della salvaguardia dell’ambiente e di tutte le buone pratiche che aiutano a coltivare un'ecologia anche mentale e un benessere psicosomatico.

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