Pensando al nuovo Sindaco di Trieste

Accoglienza  e solidarietà

 

Per i migranti. Siano essi richiedenti asilo o “economici”. Come ha detto Hector Sommerkamp, presidente della Consulta Immigrati: “nessuno scappa dal suo paese perché vuole fare una passeggiata”. L’ospitalità è un valore fondante della cultura occidentale.

Chi la disprezza mostra di non comprendere storia e futuro.

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Diversità come ricchezza

Ogni diversità ha il diritto sacrosanto di esistere, mostrarsi e liberamente evolvere.

Differenze di genere, di orientamento sessuale, di religione, di lingua, di appartenenze.

Diversità è ricchezza, in un’ottica di mescolamento in cui sia posta fine alla parola “tolleranza” e si pratichi una più evoluta crescita comune.

 

 

Mobilità sostenibile

In questi anni a Trieste qualcosa si è mosso in questa direzione. E lo riconosciamo. Vorremmo che piste ciclabili, pedonalizzazione, fruibilità di città e luoghi naturali fossero in crescita. Meno auto. Più mobilità sostenibile.

 

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Turismo eco friendly 

La creazione di un parco internazionale del Carso. Il miglioramento dell’accoglienza sulla rete sentieristica che dall’altopiano scende al mare. Proposte coordinate di conoscenza come patrimonio comune da tutelare e condividere.

Basta con l’incubo Ferriera

Pensiamo che il primo passo assolutamente necessario sia la chiusura dell’area a caldo, la più impattante a livello ambientale. Per cominciare.

Acqua pubblica

Vi ricordate quando è stata privatizzata l’acqua a Trieste? Sono passati già 10 anni!

Acqua bene comune. Una vergogna regalarla ad aziende private, grandi holding scollegate dal territorio. Il Comune deve tornare a gestire in proprio questa risorsa, reinvestendo i guadagni nel miglioramento del servizio e non in accumuli di denaro per i soliti pochi.

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Rigassificatore out

Impianti di produzione energetica che guardano al passato. E che sono inutili: il gas arriva già in Italia per altre vie, e ne arriva a bizzeffe

Un alto impatto ambientale, con rischi e pericoli. Progetto da rigettare in toto.

Sloveno Italiano Sloveno Italiano….

Questa città ha due culture e due lingue, ormai entrambe storiche: lo sloveno e l’italiano. E se ognuno può dare loro pesi e misure diversi, che storicamente hanno, è ora che siano entrambe parimenti visibili, pronunciabili e conoscibili. Perché la molteplicità è sempre ricchezza. Per tutti.

È un paradosso figlio della vecchia Trieste il fatto che i bambini e i ragazzi che frequentano la scuola italiana non abbiano la possibilità di imparare lo sloveno, ovvero l’altra lingua della loro città.

Opera di Giuliano Comelli

Opera di Giuliano Comelli

Culture in divenire

E se le librerie di qualità divenissero patrimonio culturale della città, e come tali fossero tutelate?

Le esposizioni, le proposte culturali – tutte- che si collocano fuori dal main stream dei soliti grandi eventi figli del marketing, sarebbero la vera ricchezza di una città. Sono il solo modo per sprovincializzarla. Modalità e proposte culturali nuove. Anche piccole e diffuse.

… continua … continua … perché i sogni non hanno fine…

Come antipasto da mettere sul piatto elettorale può bastare.

Di questi Sogni/Sanje volevamo parlare a entrambi i candidati Sindaci.

Roberto Cosolini ha accettato l’invito e il confronto pubblico.

Il candidato Roberto Dipiazza, invitato con insistenza a partecipare, ha declinato l’invito, a causa di un’agenda troppo piena di importanti appuntamenti. Tra cui i Sogni/Sanje per Trieste non erano evidentemente compresi.

Per noi il voto è fatto. Per una Trieste aperta, viva, solidale, evolutiva. 

Per una Trieste  in divenire.

(contro tutti gli “sgarbi” alla nostra città)

Foto di Erika Lapel

Foto di Erika Lapel

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