Mense scolastiche a Trieste

Mense scolastiche a Trieste

Quando i tagli al lavoro affondano qualità ed educazione alimentare

a cura della redazione

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“Siamo quello che mangiamo. Ma cosa e come mangiano i nostri figli?

Nei precedenti anni un grande lavoro è stato svolto, anche grazie alla partecipazione dei genitori, nei protocolli delle mense scolastiche, gestite dal Comune di Trieste: prodotti di alta qualità, biologici, da filiera corta. Il Comune si è dimostrato molto sensibile. Ma alla fine è rimasta fuori la questione del lavoro. A cosa serve scegliere buone materie prime se poi si taglia su chi deve prepararle e proporle, ossia cuochi e addetti mensa?”

Così scrivono in una lettera aperta i genitori della Scuola Primaria Luigi Mauro.

La lettera era la base di una nutrita raccolta di firme concomitante allo sciopero di due giorni degli addetti alla mensa scolastica. I genitori si sono detti solidali con i lavoratori in sciopero e chiedevano alla ditta Dussmann e al Comune di Trieste (destinatari della lettera aperta) di “individuare ogni strada possibile per sanare una situazione che deve essere normalizzata al più presto.

I genitori della Primaria di Banne fanno sapere che non pagheranno i pasti sostitutivi forniti nei due giorni di sciopero. Ne spiegano diverse ragioni. Ma per chi li ha visti quei panini confezionati in plastica con una lista di ingredienti in cui campeggiavano additivi e conservanti era di per sè uno scandalo.

Come è andata a finire e quale è il quadro generale della situazione?

Risponde Matteo Zorn, segretario regionale UIL Tucs che ha seguito con Andrea De Luca della Filcams Cigl e Andrea Blau della Fisascat Cisl ha seguito la trattativa sindacale a fianco dei lavoratori.

“Le lavoratrici delle mense comunali potranno contare sulla stabilizzazione di 47 ore giornaliere aggiuntive, retribuite, spalmate su 154 dipendenti. È un risultato, ma la battaglia non è finita. Va ricordato che il contratto collettivo nazionale della ristorazione collettiva è scaduto da 44 mesi. L’altro grande problema è dato dai risultati della Spending review che hanno tagliato moltissimo sui servizi, comprese le mense. Significa tagli ai posti di lavoro e/o diminuzione delle ore lavorative. Va ricordato che le mense sono tutte appaltate e i dipendenti non sono dipendenti pubblici, quindi sono molto meno tutelati”.

A Trieste il nuovo appalto mense è in vigore da meno di un anno.

Si tratta di numeri importanti. Oggi circa 150 (tra nidi, scuole e Sis)  sono affidate a due aziende, la Descò e la Dussman. Parliamo di un numero di pasti che supera le 10.000 unità.

le vecchie cucine in loco non esistono quasi più. Pochissime scuole le conservano.

La maggioranza die pasti sono “veicolati” ossia cucinati in grandi centri cottura e poi trasportati nelle mense scolastiche. Come arriva la pasta al sugo dopo un viaggio in furgone è facile immaginarlo.

Precisa Zorn: “Nel cambio appalto c’è la tendenza ad abbassare la base d’asta. E anche in presenza di protocolli cercano di vincolare la qualità del servizio, alla fine se ci devono essere risparmi si finisce col tagliare sul lavoro”.

Questo significa inevitabilmente un peggioramento del servizio. Ossia della qualità di quel che viene servito.Visitare una di queste mense è esperienza molto istruttiva. I lavoratori sono impegnati a ritmi vorticosi, che, in alcune mansioni, ricordano le vecchie catene di montaggio. Non c’è tempo per pensare, nè per programmare. Un paradosso incomprensibile.

Free meals are served in a "soup kitchen" run by the Sant'Egidio Christian community in Rome September 17, 2008. The euro zone's third largest economy, Italy has been one of its most sluggish performers for more than a decade, and has suffered more than most of its partners from surging oil prices, a strong currency and the international slowdown. Statistics show that Italy is growing older and poorer while the economy underperforms its European peers.    To match feature FINANCIAL-ITALY/POOR     REUTERS/Tony Gentile        (ITALY)

Free meals are served in a “soup kitchen” run by the Sant’Egidio Christian community in Rome September 17, 2008. The euro zone’s third largest economy, Italy has been one of its most sluggish performers for more than a decade, and has suffered more than most of its partners from surging oil prices, a strong currency and the international slowdown. Statistics show that Italy is growing older and poorer while the economy underperforms its European peers. To match feature FINANCIAL-ITALY/POOR REUTERS/Tony Gentile (ITALY)

Viviamo in un mondo in cui i grandi chef sono le nuove star, la cucina invade ogni canale tv e l’informazione alimentare sta diventando sempre più importante.

Lo stesso Comune di Trieste ha varato due anni fa una prodigiosa Carta dei Servizi in cui attenzione al cibo, all’educazione alimentare e alla qualità occupano molte pagine di bella grafica.

Ma alla fine cosa arriva nei piatti dei bambini?

Pietanze cucinate in fretta, senza attenzione e creatività, insapori e cotte in modo dubbio.

Il cibo ha una qualità bassa, e lo dimostrano gli abbondanti resti sui piatti che finiscono (cosa orribile) nella pattumiera.

Non centra la bravura dei cuochi. Queste mense sono la morte dei cuochi e della loro passione. Sono luoghi di lavoro forsennato. Di quale qualità stiamo parlando? Possibile che non si possa fare nulla?

Ancora Matteo Zorn: “Il problema principale è nell’assenza di un quadro normativo nazionale che tenga conto che nella gestione degli appalti la questione del lavoro deve essere tutelata. Per esempio ai lavoratori dovrebbe essere garantito il maturato economico precedente. Ossia non dovrebbe esserci la possibilità di continuare a operare tagli sulle ore lavorative”.

Se tuteliamo il tempo, tuteliamo la qualità. Un ragionamento logico e facile.

Come si può continuare a pensare che non c’è qualità se la qualità non è totale e comprende anche la tutela di chi quella qualità organolettica e gustativa dovrebbe produrre?

L’educazione alimentare dei bambini e die ragazzi, la loro idea di cibo e gusto passa anche da queste mense. Che sono il loro quotidiano Altro che Masterchef.

Tagliare il lavoro taglia la qualità del servizio e del cibo proposto ai bambini. E quindi taglia sull’educazione alimentare di bambini e ragazzi.

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