Il Marketing al servizio della Solidarietà

Marcello Girone Daloli e l’Emergenza Zimbabwe a Trieste

– di Eleonora Molea –

Marcello Girone Daloli

Marcello Girone Daloli

Il 25 e il 26 settembre, rispettivamente al Circolo Unicredit e alla Libreria In der Tat a Trieste, Marcello Girone Daloli ha presentato la causa Emergenza Zimbabwe- Porgetto Diga, di cui egli stesso è l’anima e il promotore. Daloli ha esperienza nel mondo del marketing e della televisione e l’ha messa a servizio di un paese in difficoltà: lo Zimbabwe. Sin dal suo ingresso in sala si capisce che è un esperto comunicatore, e ci tiene a stringere ad una ad una le mani dei presenti. La comunicazione, dice, è guardare gli altri negli occhi, ma in realtà siamo sottoposti quotidianamente a una comunicazione che vera non è, ovvero il marketing. Il marketing si prefigge un target da colpire unicamente per il guadagno. E così i mass media, la globalizzazione economica, le multinazionali e la distribuzione delle risorse sono tutti fattori interconnessi. Le reti televisive sono gestite da concessionarie che comprano l’audience per vendere i propri prodotti. Giocano con il nostro inconscio, insinuando associazioni di desideri che minano la consapevolezza del nostro acquisto (il trucco delle donne seminude o di un famoso calciatore accanto a un determinato prodotto). Le concessionarie controllano anche le redazioni dei telegiornali e di conseguenza, se lo sponsor è implicato in uno scandalo, l’informazione si adegua. Si selezionano le notizie e quelle “scomode” vengono oscurate. Se solo la gente si rendesse conto di avere in mano il potere, sarebbe possibile dare inizio a una nuova globalizzazione fondata sulla presa di coscienza, la libertà di scelta e la condivisione, ovvero la vera comunicazione, tra i popoli. Secondo Daloli, la vera ricchezza consiste nella semplicità delle piccole cose, nella gratuità e nella solidarietà, nel donare il proprio tempo e spazio mentale. È stato addirittura coniato un termine dal medico triestino Burigana: la “dono-terapia”. Donare dunque migliora la qualità della vita.

Quante volte abbiamo sentito che “bisogna consumare di più per far girare l’economia”. E per sottostare a questo dogma, ci siamo adornati di consumi inventati: l’acqua in bottiglie di plastica, fazzoletti di carta, dentifricio, solo per citare qualche esempio. Lo scrittore Beigbeder invece ritiene che “la gente felice non consuma” . In occidente il consumo è la moda: graviamo sul 70% dell’umanità, ma dati allarmanti dimostrano che i consumi di ansiolitici, antidepressivi e medicinali sono sempre più alti, e quindi che non siamo nemmeno felici. Il trucco della comunicazione è farci credere che non siamo schiavi. Possiamo ignorare o fingere di ignorare. Viviamo in un’epoca in cui le lobby di potere fanno eleggere chi vogliono e la libertà politica è una farsa (Monsanto ha finanziato la campagna elettorale di Obama, ed è stata poi agevolata con leggi apposite). Il marketing non ha nulla di etico e non tiene conto della biocapacità del pianeta e del consumo (o meglio lo spreco) indiscriminato delle risorse.

Daloli ha raccolto le sue impressioni sull’esperienza in una fabbrica di jeans a Bengalore in un libro-diario dal titolo “Indian Jeans” (ed. Cartesio). L’intero ricavato è stato devoluto al progetto Emergenza Zimbabwe. Lo Zimbabwe ha 13 milioni di abitanti, di cui 90% sotto la soglia di povertà. Per via della grave carenza idrica, la mortalità infantile è aumentata del 81% dal 1990 (fonte Unicef). L’Aids è un altro problema costante. L’unica via d’ emancipazione è andare a scuola, anche se questa dista 12 km da casa. Daloli però sa che la soluzione non è il paternalismo e ha deciso di perseguire progetti concreti donando materiali, non soldi. Così è andata formandosi una rete di volontari che mettono a disposizione le loro competenze. Il Progetto Diga, sostenuto anche dalla ditta Pedrollo spa e dal Rotary di Trieste, è frutto di questa condivisione di intenti e prevede di portare acqua potabile all’ospedale di S.Albert nel nord del paese. L’acqua pulita è fondamentale per salvare vite e irrigare i campi. Gli estratti conto sono trasparenti e si investe nella formazione del personale, per dare modo alla comunità di svilupparsi da sola.

Ognuno può contribuire in qualche modo, come piccole gocce che assieme compongono il mare. Non serve andare in Zimbabwe: basta girare l’angolo, avverte Daloli, e donare non soldi ma un sorriso e un po’ della cosa più preziosa: il proprio tempo.

http://www.help-zimbabwe.org

Emergenza Zimbabwe

Emergenza Zimbabwe

Irrigazione a De Palo

Irrigazione a De Palo

Un brindisi tra volontari per il Progetto Diga in Zimbabwe

Un brindisi tra volontari per il Progetto Diga in Zimbabwe

Scritto da eleonora molea

Archeo-antropologa con la passione per il Carso quanto per le Ande, cittadina del mondo, attenta e consapevole alle piccole azioni quotidiane. Ha a cuore il rispetto della Natura e delle tradizioni locali in un’ottica di decrescita felice, chiavi di volta per un "buen vivir" sociale.
Si occupa di comunicazione, della valorizzazione del patrimonio culturale, della salvaguardia dell’ambiente e di tutte le buone pratiche che aiutano a coltivare un'ecologia anche mentale e un benessere psicosomatico.

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