L’affido familiare 

– di Francesca Versienti –

Cos’è l’affido familiare e perché può essere un aiuto importante

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L’argomento adozioni è tornato di moda negli ultimi tempi: perché è così difficile e complicato adottare? Adozioni gay si o no? Adozioni concesse alla coppie di fatto? Un turbinio di articoli, programmi, incontri, approfondimenti in cui forse nessuno nessuno ha mai pronunciato le parole “affido familiare”. L’argomento è delicato ma pochi lo espongono forse anche perché pochi lo conoscono e lo confondono con una pre-adozione. Con l’aiuto di Deborah Rossit, psicologa e presidente dell’associazione Il Focolare Onlus cerchiamo di fare chiarezza.

Dottoressa Rossit, ci può spiegare con parole semplici qual è la differenza principale tra affido familiare e adozione?

L’affido familiare è un percorso temporaneo in cui è previsto il ritorno del minore nella famiglia d’origine e presuppone il mantenimento dei rapporti, laddove possibile, con essa durante l’intero percorso, mentre l’adozione è un processo in cui vengono definitivamente interrotti i rapporti con la famiglia naturale; l’affido non cambia la natura giuridica del rapporto tra il minore e i suoi genitori mentre con l’adozione il minore diviene a tutti gli effetti figlio della nuova coppia, di cui acquisisce il cognome; i genitori adottivi devono possedere determinati requisiti oggettivi (età, matrimonio/stabile convivenza) che per quelli affidatari non sono richiesti.

Chi può dunque richiedere un affido?

Possono diventare affidatari coppie con o senza figli, sposate o conviventi, singole persone. E’ importante che la risorsa sia affettivamente accogliente, protettiva, temporanea e aiuti il minore a sviluppare e valorizzare le sue potenzialità e risorse, senza giudicarlo.

Le persone interessate a chi dovranno rivolgersi per iniziare questo percorso?

L’affidamento viene proposto e attuato dal Servizio Sociale, ossia dalla struttura preposta al servizio di protezione, cura e tutela dell’infanzia; diventa esecutivo dopo l’intervento di un organo giudiziario.

Quali sono le tipologie di affido presenti?

L’affido può essere consensuale o giudiziale e, a seconda della durata e del tipo di accoglienza, può essere residenziale (a lungo o breve termine) sulle 24 ore, diurno dove il bambino trascorre con la famiglia affidataria o in casa famiglia parte della giornata, ma rientra dai suoi genitori, e, infine, d’urgenza.

L’obiettivo dell’affido è quello di ricongiungere il minore con la sua famiglia d’origine, presumibilmente in un momento critico?

Assolutamente sì. L’affido si può concludere nel momento in cui la famiglia naturale ha superato le proprie difficoltà e può riaccogliere il bambino oppure quando la prosecuzione non sia più nell’interesse del bambino o ragazzo affidato o ancora quando l’affidato abbia raggiunto la maggiore età. E’ importante che gli affidatari coltivino l’idea del ritorno nella famiglia naturale, che raccontino al minore della sua famiglia guardando al futuro con speranza ed accoglienza.

L’Associazione Il Focolare-Onlus di cui lei è il Presidente è molto attiva anche in questo campo. Cosa fate esattamente e come agite sul territorio?

L’associazione, con sede a Campolongo-Tapogliano in provincia di Udine, promuove incontri di sensibilizzazione e formazione al tema dell’affido familiare, collabora con Enti, Ambiti, Aziende Sanitarie e Istituzioni presenti sul territorio del Friuli Venezia Giulia e sostiene l’affido familiare, l’affido diurno e la gestione delle urgenze. Inoltre, forma, coordina e sostiene le famiglie affidatarie mediante l’intervento di professionisti (psicologi, psicoterapeuti, pedagogisti) e mediante la collaborazione di operatori volontari debitamente formati.

www.ilfocolareonlus.it

Francesca Versienti

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