L’acqua pubblica è un diritto!

di Lino Santoro

Un Convegno tenutosi lo scorso 11 aprile ha analizzato situazione attuale, vincoli legislativi post referendari e possibili strade per restituire alle comunità un prezioso bene comune

È stato dedicato a tutti coloro che avevano votato sì ai due referendum sull’acqua nel 2011 l’incontro Acqua pubblica: che fine ha fatto? organizzato l’11 aprile da Legambiente Trieste e dalla Consulta degli utenti della CATO all’Auditorium del Museo Revoltella.

acqua pubb 03

Affidato alla conduzione della direttrice di Konrad Simonetta Lorigliola e presentato da Lino Santoro, componente della Consulta in rappresentanza di Legambiente, il dibattito, molto partecipato, si è svolto attraverso le relazioni di Maurizio Montalto, presidente di Acqua Bene Comune, azienda speciale di Napoli che gestisce il Servizio Idrico Integrato, di Giulia Milo docente di Diritto amministrativo presso l’Università di Trieste e di Fabio Cella direttore della CATO.

Nella presentazione di Lino Santoro è stata analizzata la situazione triestina.

Il Servizio Idrico Integrato a Trieste è gestito da AgegasApsAmga, società per azioni del gruppo Hera, i cui soci sono i comuni del Patto di Sindacato (fra cui Trieste), che possiedono attualmente solo il 38,5% della proprietà. La società multiservizi Hera quotata in borsa distribuisce il profitto fra gli azionisti e la struttura di gestione. La rete idrica triestina perde circa il 50% dell’acqua (SII, indagine a cura di Cittadinanza Attiva), i costi di gestione e soprattutto la componente profitto vanno a comporre la tariffa. Con l’affidamento a una società in house o a un’azienda speciale interamente in mano pubblica i ricavi delle tariffe sarebbero completamente investiti negli interventi sulla rete e sugli impianti escludendo la voce profitto dal bilancio.

In Parlamento è in discussione il Disegno di Legge, atteso da tutti coloro che avevano creduto nei referendum del 2011. Il testo attuale, peggiorato in Commissione, contempla l’affidamento sia al privato che al pubblico. Anche la recentissima Legge regionale ammette entrambe le ipotesi, privilegiando la prima, un disegno analogo ai decreti delegati della legge Madia.

A illustrare i contenuti della neo-approvata Legge regionale è intervenuto il consigliere Giulio Lauri, presentatore della proposta di legge (Konrad approfondirà l’argomento nel prossimo numero con un’intervista a Giulio Lauri ndr).

Nel portare i saluti dell’Amministrazione triestina l’Assessore all’Ambiente Laureni, auspicando che si realizzi finalmente la volontà dei cittadini, anticipa l’intenzione del Sindaco di Trieste, presidente della CATO, di assumere una decisione sulla ripubblicizzazione prima delle prossime elezioni amministrative.

acqua pubb 06

Simonetta Lorigliola presentando i relatori ha svolto delle considerazioni sul pensiero critico e sull’importanza dell’acqua come componente essenziale del vissuto materiale e ideale, e come nella storia della cultura umana l’acqua abbia ispirato pensatori e scrittori. Sull’acqua sono nate aggregazioni sociali ma il possesso dell’acqua ha generato conflitti e dittature. Interpretando la contraddizione fra acqua come bene comune e sua proprietà esclusiva è stata emblematica la lettura de Il padrone della luna di Gianni Rodari.

Per Maurizio Montalto l’acqua è bene comune e quindi un diritto non una merce. L’Azienda speciale napoletana investe i ricavi delle tariffe nel potenziamento della rete e negli impianti e nella politica gestionale coinvolge cittadini e movimenti. In questo impegno deve però confrontarsi con un ambiente istituzionale, esterno al comune di Napoli, ostile, con le lobby multinazionali e con l’Authority regolatrice del mercato che contrastano questo processo di innovazione che entro sin conflitto con la centralizzazione dei servizi voluta dal governo. Che è eversivo perché non rispetta la volontà popolare. Il percorso di ABC è finalizzato agli interessi della collettività  i cui spazi partecipativi si realizzano attraverso il Consiglio civico.

Dice Montalto che se la ripubblicizzazione ha avuto successo a Napoli è ancora più facile che possa realizzarsi positivamente a Trieste.

Giulia Milo ha illustrato gli aspetti tecnici dei passaggi che hanno portato alla stesura dei quesiti referendari, i tentativi di manipolarne gli esiti, il non rispetto della volontà dei cittadini su cui sono intervenuti legislatori e governi per ostacolare la ripubblicizzazione della gestione dell’acqua. In particolare i decreti della legge Madia riguardanti le società a partecipazione pubblica e i servizi pubblici locali di interesse economico generale rendono estremamente complessa l’istituzione di aziende speciali o di società in house. Nella normativa stanno evidenziandosi le contraddizioni fra i contenuti dei decreti Madia, in attesa di approvazione, e l’articolato della legge sull’acqua che si sta discutendo in parlamento. Alcuni emendamenti presentati dai primi firmatari della proposta di legge tentano di riportarla ai contenuti originari contemplando anche la possibilità della privatizzazione del SII privilegiando però la gestione pubblica.

Fabio Cella ha presentato gli aspetti tecnici del SII, della dimensione della rete e delle caratteristiche degli impianti che assicurano la distribuzione dell’acqua, dei costi, dei ricavi e dei profitti. Ha concluso presentando i possibili costi della ripubblicizzazione, a cui seguiranno i risultati dello studio Agenia. Come dice Montalto le cifre sono importanti ma serve coraggio politico per proporre la ripubblicizzazione, che potrebbe contare sui possibili finanziamenti europei per le reti idriche che sono in discussione nel Parlamento dell’Unione Europea.

 you tube iconaSu You tube trovate gli interventi  del Convegno

Scritto da lino santoro

lino santoro

Nato a Trieste nel 1946. Sposato felicemente con Maria Grazia e padre di Stefano. Laureato in Chimica e in Scienze ambientali, ha insegnato per molti anni, tenendo anche corsi presso l’Università di Trieste sui rapporti tra ambientalismo, scienza e ricerca. Ha collaborato con vari enti su temi ambientali. Ha fatto parte dello studio associato per consulenza ambientale Omnia studio. Per cinque anni è stato consulente tecnico del Centro di Ecologia Torica ed Applicata; già presidente regionale di Legambiente di Trieste e del FVG, ora è nel suo direttivo regionale, e nel Comitato scientifico regionale e nazionale. Collabora felicemente (almeno per lui) con Konrad da quattro anni.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *