La Roadmap della mobilità sostenibile

TRASPORTI E AMBIENTE

La Roadmap della mobilità sostenibile

di Andrea Wehrenfennig

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Qualcosa si muove anche in Italia? I dati di partenza sono noti: le persone per muoversi all’80% utilizzano auto e moto; il trasporto merci si svolge prevalentemente su strada (52%); i trasporti incidono per circa un terzo sui consumi finali di energia e i combustibili fossili sono la prima fonte energetica utilizzata dai trasporti.

Nel corso del 2016 la Presidenza del Consiglio ha attivato un tavolo tecnico, che ha raccolto i pareri degli stakeholders e ha poi prodotto il dossier “Elementi per una roadmap della mobilità sostenibile” (maggio 2017, 160 p.).

Il documento parte dallo stato attuale del sistema dei trasporti di persone e merci in Italia e tiene conto degli aspetti ambientali e sanitari per valutarne la sostenibilità. Individua poi le possibili evoluzioni grazie al miglioramento delle tecnologie e alle politiche della mobilità.

Negli scenari della possibile evoluzione della mobilità si presentano alcune nuove tendenze: da un lato l’invecchiamento della popolazione, dall’altra la diffusione di tecnologie digitali e dello smart working, e l’affermarsi presso le nuove generazioni della “mobilità come servizio” invece del possesso dei mezzi di trasporto.

Dalla evoluzione delle tecnologie ci si attende una maggiore efficienza dei veicoli, un maggiore uso di combustibili “nuovi” (GPL, biometano, idrogeno) e la diffusione dei veicoli elettrici (grazie alla crescita dell’autonomia e al calo del costo delle batterie). Servirà quindi l’integrazione tra i veicoli elettrici e il sistema elettroenergetico nazionale, inserendovi le fonti rinnovabili e i sistemi di accumulo. Nel trasporto pubblico e di merci sarà importante l’integrazione delle attività e lo sviluppo delle tecnologie smart.

Le proposte per la mobilità sostenibile appaiono poco innovative: si parla del ricambio del parco auto, delle infrastrutture per la ricarica elettrica, della pianificazione della mobilità e della ricerca. Come strumenti si indicano gli incentivi economici, ma anche i PUMS (Piani urbani della mobilità sostenibile) e le politiche di gestione della mobilità collettiva.

In effetti in molti paesi europei – ma non ancora in Italia – l’incentivazione statale della mobilità elettrica è una realtà, ma ricordiamoci che non basta sostituire tutte le nostre auto a benzina o diesel con un equivalente numero di auto elettriche per risolvere i nostri problemi (vedi Konrad 225, aprile 2017). Comunque anche il documento conclude che “lo sviluppo delle tecnologie di trazione è fondamentale ma non può essere l’unica soluzione” e che il sistema dei trasporti ha bisogno di una cabina di regia per realizzare le politiche necessarie. Tuttavia nel dossier, come ha notato Legambiente, è piuttosto trascurato il tema della decarbonizzazione del settore dei trasporti: se vogliamo rispettare gli impegni presi con gli accordi di Parigi, bisogna ridurre drasticamente le emissioni di CO2 e il consumo di energie non rinnovabili nei trasporti.

Un’ottima occasione per discutere e approfondire questi temi saranno i prossimi “Stati Generali della Mobilità Nuova” organizzati a Pesaro dal 15 al 16 settembre dalla Rete Mobilità Nuova, che riunisce diversi enti locali, associazioni ambientaliste e professionisti del settore (vedi http://www.muoversincitta.it/verso-gli-stati-generali-della-mobilita-nuova/). Si parlerà di mobilità dolce (turistica), trasporto pubblico, shared space, bikenomics (economia della bici), innovazione tecnologica.

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