La parola a L.A.U.R.A. a Muggia

La parola a L.A.U.R.A.

Pratiche solidali quotidiane a Muggia

a cura di Claudio Venza

Da qualche mese L.A.U.R.A. (Le Azioni Utili Recuperano Amore) è attiva anche a Muggia. Ne parliamo con Erica, educatrice e Saverio, operaio. Entrambi hanno pure la qualifica di “imprenditori agricoli”, definizione a cui preferiscono la meno ufficiale di contadini o campagnoli.

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Con quale scopo avete dato vita a LAURA a Muggia?

Siamo partiti dal personale rifiuto dello spreco alimentare. Ci siamo collegati con LAURA di Trieste, fondata da Brunella Carlini, che è attiva da anni a Borgo San Sergio presso la chiesa, a Rozzol Melara e al “Vaticano” a San Giacomo. Un’esperienza preziosa per noi.

Quali attività svolgete nella pratica?

Recuperiamo soprattutto frutta e verdura che altrimenti verrebbero buttate, dal Mercato Ortofrutticolo e, qualche volta, anche da altre fonti come panetterie e ditte di alimentari. Diamo una ricevuta che viene conservata dalla Presidentessa per i resoconti. Siamo una ONLUS che deve tenere dei bilanci.

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Che rapporti avete con i “fornitori”?

Ora ci conoscono personalmente e, spesso, ci apprezzano. All’inizio venivamo presentati da aderenti triestini alla nostra “impresa”. Ad ogni modo, chi ci dà il cibo, risolve pure il problema dello smaltimento.

A chi date le borse della spesa piene?

Avevamo cominciato con sette famiglie e ora siamo a 33. Non crediamo in forme di controllo dei nostri interlocutori che sono arrivati a noi soprattutto tramite il passaparola. E poi non ci piace l’indice burocratico dell’ISEE.

Quando e dove operate?

Distribuiamo ogni mercoledì e sabato mattina. Il riferimento è, da poco, uno spazio datoci dal parroco di Zindis, don Alex Cogliati, che già da tempo cercava di svolgere un’attività simile. Il nostro recapito telefonico è 333 5322848.

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Quanti collaboratori avete?

Ultimamente contiamo su una decina di volontari di ogni età e, da poco, ci aiutano anche giovani in servizio civile assegnati a LAURA dalla Microarea di Zindis. È nostra intenzione allargare la collaborazione. Vorremmo opporre a un miope individualismo, imposto dal sistema economico dominante, una pratica di aiuto reciproco. La solidarietà può permettere di uscire dal nostro guscio e dai nostri disagi personali.

Con che criterio distribuite la quantità di cibo?

Teniamo conto dei componenti del nucleo familiare e diamo in proporzione alle “bocche da sfamare”. Zindis è un rione di case popolari con abitanti generalmente a reddito modesto, come i pensionati e i disoccupati.

Quali persone ricorrono a voi?

C’è molta gente che ha perso il lavoro, non ne trova un altro e ha serie difficoltà di sopravvivenza. Poi aiutiamo famiglie con componenti diversamente abili. In genere vengono da noi le donne che, purtroppo, sono le sole che si occupano della gestione alimentare della famiglia.

Che atteggiamento hanno le persone che sostenete? Solo di consumatori passivi?

Al contrario. Diversi ci stanno dando una mano concreta. Ad esempio ci hanno aiutato a sgomberare il deposito dove ora abbiamo la sede. Le robe trovate le abbiamo cedute, a offerta libera, in un banchetto domenicale in piazza a Muggia. I ricavi serviranno a sostenere le inevitabili spese. Ad esempio per le borse, guanti e quant’altro.

Avete una vostra impostazione etica e politica?

Intendiamo “fare del bene” al di fuori di qualsiasi partito politico. Vogliamo aumentare la sensibilità sociale tra la gente di Muggia. E ci appelliamo alle coscienze individuali. Collaboriamo, a titolo personale, col piccolo gruppo dei Cittadini Liberi ed Eguali.

Quali sono le vostre prospettive?

Ci piacerebbe che da questa esperienza di solidarietà maturasse un certo interesse verso altri problemi sociali e culturali. Lavoriamo in tal senso con i nostri interlocutori che consideriamo potenziali cittadini sensibili e attivi.

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