La Giornata mondiale dei diritti dell’infanzia e i Ricreatori a Trieste

Capita proprio nella Giornata mondiale dei diritti dell’infanzia. E capita proprio pochi giorni dopo che Save the Children, importante organizzazione non governativa che opera per i diritti dei più piccoli e deboli, ha presentato  Bambini senza. Atlante dell’infanzia a rischio che parla di povertà, obesità, abbandono. ! bambino su 10 invise in povertà. Molti piccoli non hanno mai letto un libro. Non parliamo di Uganda o altipiani boliviani. Parliamo di Italia, oggi.

Questo ci dice che per i diritti dei bambini ( e degli adolescenti) a crescere sani, istruiti e quindi felici c’è ancora moltissimo da fare. Oggi. Qui. Ora.

 

Ce lo dobbiamo chiedere e se lo devono chiedere tutti. In primis gli amministratori., in particolare quelli che si occupano di educazione.

Al di là di ogni dichiarazione di principio – che un’educazione “di qualità” miri a sostenere- sono i numeri a parlare.

Negli ultimi tre anni a Trieste gli iscritti al Ricreatorio sono passati da 3257 a 1369. Un dato pauroso che fa riflettere sul futuro di una delle massime istituzioni storiche, educative e culturali del Comune di Trieste.

Questi e altri numeri sono stati presentati questa mattina in una conferenza stampa indetta dal sindacato di base USB Pubblico impiego del Comune di Trieste.

Perché questo calo? La risposta che danno i lavoratori del settore educativo rappresentati da USB è molto chiara: perché esiste una strategia di ridimensionamento graduale (e non dichiarato) dei Ricreatori, considerati servizi troppo costosi. Il primo colpo è stato dato dall’introduzione delle tariffe ISEE (prima si pagavano circa 15 euro annuali, ora la tariffa più alta  arriva a 200 euro).

Poi si prosegue, tagliando le supplenze o ridimensionando le aperture. Tutto questo si inserisce, secondo l’opinione di USB, in un quadro generale ed europeo di ridimensionamento del cosiddetto welfare.

Si tratta di un tema importante e spinoso, che cade nel mezzo di una campagna elettorale già avviata.

Risulta ovvio che nessun servizio pubblico può sopravvivere se non ci sono azioni concrete e promozione a sostenerlo. A nulla servono le dichiarazioni di principio. Bisogna capire se il Ricreatorio è effettivamente importante per questa amministrazione e se lo è come si intende tutelarlo e farlo crescere. Oggi i dati ci danno un quadro molto negativo.

Konrad si impegna a monitorare la questione e a darne conto nelle prossime settimane, sentendo tutti i soggetti interessati e responsabili.

 

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