La doppia vita di Kieslowski

-di Stefano Crisafulli –

Omaggio del TriesteFilmFestival al cineasta polacco

Weronika, Véronique. Due donne con lo stesso nome, una polacca, l’altra francese, nate nello stesso giorno, legate dallo stesso destino. La doppia vita di Veronica (del 1991) è il film più importante e misterioso del regista Krzystof Kieslowski.

Assieme al Decalogo e a Film Rosso, La doppia vita di Veronica, proiettata alla Sala Tripcovich sabato 30/1, è parte di un omaggio che il TriesteFilmFestival ha dedicato al grande regista polacco morto vent’anni fa.

Kiesl 2 Veronica

Protagonista del film e interprete di entrambi i personaggi femminili è l’attrice Irène Jacob, premiata sul palco della Tripcovich poco prima della proiezione di Film Rosso. Il cinema di Kieslowski si è sempre contraddistinto per la ‘poetica del caso’. Nei suoi film e in particolare nella Doppia vita di Veronica il caso e le coincidenze hanno un ruolo fondamentale: spesso, ci sembra dire il regista polacco, troppo presi dalle noie di tutti i giorni, non ci accorgiamo di alcuni segni che la vita ci propone.

Le sue pellicole, però, non sono soltanto mere imitazioni della casualità, ma sono materia viva e densa dalla quale il caso emerge quasi naturalmente. Accade così per Weronika, una ragazza che diventa parte di un coro dopo un provino: è ciò che lei desiderava, ma questa sua fortuna la porterà verso la morte a causa di un problema cardiaco.

In una memorabile scena del film, prima di andare verso l’epilogo, Weronika vede il suo doppio francese in mezzo a una piazza di Cracovia. Anche Véronique la vede e da quel momento la sua vita cambierà radicalmente.

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