Job act

Il nuovo piano sul lavoro del governo Renzi per i contratti a tempo determinato

– di Francesca Versienti-

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Alto giro, altra corsa. Altro governo, altra riforma del lavoro. L’ennesima.

È di Matteo Renzi questa volta responsabilità, nuovo Presidente del Consiglio in carica. Il “rottamatore” vuole dare un bel colpo di spugna alla tanto odiata riforma Fornero. E naturalmente lo fa a modo suo. Una riforma smart già dal nome: “Job Act”. Inglese e suggestioni. Speriamo almeno questa volta funzioni.

Nonostante tutte le buonissime intenzioni però i punti ben definiti sono ancora pochi e si concentrano in particolar modo sui contratti a termine. Questi infatti d’ora in poi potranno essere prorogati fino a otto volte nell’arco di 36 mesi senza che il datore di lavoro abbia l’obbligo di specificare la causa della proroga purché si riferiscano alla stessa attività lavorativa. Attualmente infatti, solo il primo contratto può essere prorogato e alla sua conclusione o il rapporto di lavoro cessa almeno per un periodo determinato di 20 giorni o il datore di lavoro è obbligato all’assunzione a tempo indeterminato. Inoltre ogni datore di lavoro potrà avere al massimo il 20% di dipendenti a tempo determinato all’interno dell’organico.

Che queste riforme aiutino a diminuire la precarietà e ad aiutare la ricrescita è però ancora molto in discussione. Il fatto, ad esempio, che una persona possa essere assunta e licenziata per tre anni, senza ragione o causa, convince poco. Anche la Cgil, tramite la voce del suo segretario generale Susanna Camusso, si dice preoccupata per l’idea di crescente precarietà ed incertezza che la riforma incrementerebbe.

Anche il limite del 20% sembra non incontrare i favori dei più. È inutile, infatti, porre un limite se poi si dà alla maggior parte delle aziende la possibilità di scavalcarlo per esigenze “stagionali”.

Dalla parte del Governo il Ministro del Lavoro Poletti invece si dice fiducioso perché, secondo lui, è logico pensare che un’impresa che mantiene il posto di lavoro per tre anni alla stessa persona, poi ragionevolmente la stabilizzi. Ragionevolmente ma non sicuramente.

Pro e contro. Che una legge non possa mai accontentare tutti in questo Paese ormai lo sappiamo da tempo. Che ormai il Paese ed i giovani siano arrivati quasi alla proverbiale canna del gas è altrettanto vero. L’auspicio per tutti è che piè veloce Renzi abbia altri assi da giocare nascosti nella manica per perfezionare il Job Act che contiene, comunque, delle buone idee ma ancora soltanto in nuce.

Buona Fortuna.

 

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