Il viaggio dei numeri

di Cristina Rovere

Una delle cose più scontate nella nostra quotidianità sono i numeri. Li ritroviamo pressoché ovunque e, se siamo in America o in Norvegia, sono sempre gli stessi, cosa che ci permette di leggere un prezzo o un numero di telefono. E’ curioso notare che nel mondo arabo da cui ci sono arrivati (li chiamiamo infatti “numeri arabi”) siano graficamente diversi, e questo perché in Europa sono arrivati i “numeri occidentali”, cioè la grafia che veniva usata nel Maghreb durante il Medioevo, mentre i “numeri orientali”, usati nello stesso periodo nel territorio compreso tra l’Egitto e l’Iraq, hanno alla fine prevalso in tutti i paesi arabi, nord Africa compreso. I numeri che noi usiamo sono stati poi lungamente “lavorati”, basti ad esempio ricordare, che nel 1229 il Senato di Firenze imponeva l’uso delle lettere per numerare, al fine di evitare errori, visto che erano tanti e diversi i sistemi allora in uso per rappresentare i numeri.

Trebisonda2_Rovere_K215

La notazione per le cifre, cioè come i numeri vengono rappresentati graficamente, ha una storia ancora controversa; c’è chi ne sostiene un’evoluzione lineare da alcune lettere dell’alfabeto hindi (gli arabi li chiamano infatti “numeri indiani”), chi dall’alfabeto arabo stesso, ma qualunque ne sia stata l’origine, solo grazie alla concretezza mercantile dell’alto medioevo si sono diffusi in tutto il bacino del Mediterraneo.

Trebisonda3_Rovere_K215

Guglielmo dei Bonacci, un ricco commerciante, rappresentante dei mercanti pisani nella città di Bugia – nell’odierna Algeria – volle che suo figlio Leonardo venisse introdotto e istruito nei numeri e negli studi che illustri matematici arabi stavano portando avanti in quella città. Così Leonardo Fibonacci, noto anche come Leonardo Pisano, nel 1202 pubblicò un’ opera per noi fondamentale: il Liber Abbaci. In questo libro Fibonacci dedicava un capitolo alle nove cifre, al valore posizionale dei numeri – cioè ogni numero ha un valore a seconda della posizione che occupa in una sequenza numerica- e al concetto di zero. Lo zero, che suscitò non poche controversie fino a essere bandito perché considerata cifra oscura e segreta, deriva dall’arabo sifr, vocabolo che indicava “uno spazio vuoto”, e da cui originano in modo più immediato anche l’italiano cifra, il tedesco ziffer, l’inglese cipher ecc.

Trebisonda1_Rovere_K215

Sono tanti i vocaboli matematici derivati dall’arabo; algoritmo deve il suo nome al matematico al-Khuwarizmi, vissuto nella prima metà del IX secolo, autore di un libro intitolato Kitab al-gabr wa l-mukabala che venne tradotto nel 1145 da Roberto da Chester come “Liber algebrae et almucabola”, così come il traduttore Gerardo da Cremona lo rese con “De jabra et almucabola”. Roberto da Chester e Gerardo da Cremona, in realtà non fecero altro che traslitterare il termine al-gabr, cioè algebra. La radice da cui deriva questo vocabolo indicava “mettere a posto delle ossa rotte”, e ancor oggi, consultando il dizionario della Regia Accademia Spagnola, alla voce algebrista si ritrova la definizione di “specialista in arti rotti e contusi”. Al-Khuwarizmi non intendeva con al-jabr “risistemare ossa rotte”, ma più estensivamente “mettere qualcosa insieme”… ironico però pensare come spesso l’algebra abbia rotto più di qualche testa!

Trebisonda4_Rovere_K215

Scritto da simonetta lorigliola

simonetta lorigliola

Simonetta Lorigliola, studi filosofici, è giornalista e vive e lavora a Trieste.
ha collaborato con "EV. Vini. Cibi Intelligenze", la rivista di Luigi Veronelli. Dal 2004 al 2010 ha diretto la Comunicazione sociale e le Campagne per Altromercato, la maggiore organizzazione di commercio equo e solidale italiana per la quale ha fondato il progetto IlCircolodelCibo. Autrice di pubblicazioni su origini e storia, ha recentemente pubblicato "È un vino paesaggio" (DeriveApprodi, Roma, 2017) È stata tra gli ideatori del progetto "t/Terra e libertà/critical wine" che ha organizzato decine di eventi in tutta Italia. Oggi collabora con il Seminario Veronelli. Scrive su Konrad dal 2012 e da ottobre 2015 ne è la direttrice.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *