Grano saraceno e fave

di Nadia e Giacomo Bo

Il grano saraceno: scrigno di gusto e proprietà nutrizionali

Il grano saraceno è una pianta erbacea della famiglia delle Poligonacee, e non una graminacea, anche se per le sue caratteristiche nutrizionali e il suo uso in cucina viene spesso classificato come cereale. I semi di grano saraceno contengono amido, proteine a elevato valore biologico – ricche, cioè, di amminoacidi essenziali – e sali minerali. È un alimento naturalmente privo di glutine e dunque utilizzabile da chi è affetto da celiachia.

100 grammi di grano saraceno contiene poco più di 300 Kcal, fornendo 75% di carboidrati, 16% di proteine e 9% di grassi. Ricco di potassio e fosforo, il cereale mantiene un buon equilibrio di sali minerali grazie alla presenza di ferro, calcio e magnesio. Dal punto di vista delle vitamine, infine, è interessante sottolineare come si tratti di uno dei pochi cereali a contenere alcuni elementi del gruppo B, come la vitamina B1 e la vitamina B3.

Gli usi del grano saraceno sono i più svariati. Come farina, è impiegato per la preparazione di molti prodotti da forno. Mescolato al 30% con la farina di mais dà origine alla polenta taragna, e in generale è particolarmente sfruttato nelle diete delle persone affette da celiachia, poiché permette di realizzare pizze, pasta e dolci dall’ottimo gusto.

Nelle diete vegetariana e vegana è indicato in abbinamento alla soia, come alternativa valida alla carne, grazie all’elevato potenziale proteico nonché alla buona dose di rutina. È, infine, eletto nelle diete ipoglicemiche poiché ha un indice glicemico molto ridotto.

Possiede elevato potere saziante e buon contenuto in fibre, ed è consigliato in caso di problemi digestivi e stitichezza: stimola il normale transito intestinale. Sembra, inoltre, che riesca a contenere il colesterolo cattivo, nonché aiuti nel controllo della pressione alta.

Solitamente consumato nella versione decorticata, in chicchi è prescelto in zuppe e minestre. Infine, è l’elemento cardine di alcuni piatti tipici come i pizzoccheri e le manfrigole della Valtellina, la soba giapponese e i bliny russi. Lo si trova in moltissime ricette della cucina cinese e giapponese.

Le fave: una fortuna per il nostro corpo!

Buona sia cruda che cotta, la fava è un legume ricco di qualità benefiche per il nostro organismo. Ricca di ferro, essenziale per il trasporto di ossigeno nel sangue e per la formazione dei globuli rossi. Povera di grassi e con un contenuto bilanciato di proteine e fibre vegetali. È ideale per chi vuole adottare un regime alimentare equilibrato e salutare. Ricca altresì di vitamina B1, indispensabile per il corretto funzionamento del sistema nervoso. Infatti le fave sono fonte di acido folico, fondamentale per il metabolismo e per fornire energia al nostro organismo, oltre che nell’aiutare la sintesi del DNA e dell’RNA.

Grazie ai numerosi elementi nutritivi che supportano la salute cardiovascolare, le fave abbassano anche il livello di colesterolo.

Per merito delle fibre vegetali, le fave aiuterebbero a equilibrare i livelli di zuccheri nel sangue e a prevenire il diabete. Inserire molte fibre nella dieta quotidiana aiuta a ridurre anche il rischio di infarto ed ictus. Inoltre, grazie alla L-dopa, precursore di alcune sostanze presenti nel cervello che migliora il funzionamento dei movimenti del nostro corpo, le fave aiuterebbero la prevenzione di malattie come il morbo di Parkinson. Questo legume è ricco di manganese, minerale che supporta le funzionalità del sistema nervoso, endocrino e immunitario. Il manganese è anche necessario per la produzione di un importante enzima antiossidante e può aiutare la prevenzione di artrite e osteoporosi.

Infine, portano bene! Secondo una credenza popolare se si trova un baccello contente sette fave si avrà un periodo ricco di fortuna. Un incentivo in più per scegliere e gustare questo incredibile legume!

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