Grado inondata dal cemento

Può la speculazione edilizia rilanciare il turismo?

– di Eleonora Molea –

Avevo già riflettuto qui riguardo al nesso tra cemento e sviluppo e tra cementificazione e crescita del turismo balneare. Sebbene io la risposta non l’abbia ancora trovata, essa sembra evidente ad alcuni. Anche se vedo più evidente il nesso tra cementificazione e grandi affari per i soliti noti.

Per le località rivierasche come Grado i mesi invernali diventano il momento adatto per prepararsi al grande spettacolo della stagione balneare in cui si accoglieranno migliaia di turisti in cerca di relax ed abbronzatura. La maggior parte dei gradesi, infatti, lavora per lo più stagionalmente nelle strutture ricettive (hotel, ristoranti, locali). Da settembre a maggio Grado sembra una città fantasma, molto più che dimezzata nelle presenze, malinconica nelle sue spiagge deserte, seppure sempre magica ed autentica, meravigliosa non solo nelle domeniche di sole. In questa “bassa stagione” Grado si prepara e si fa più bella: si dragano i fondali? Si modernizzano le terme ormai obsolete? Si riparano le strade, visto che le radici bucano l’asfalto e mettono in pericolo ammortizzatori e soprattutto ciclisti e pedoni? No. Il Comune di Grado lascia spazio ad altre priorità. Procede infatti, senza l’autorizzazione della Sovrintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici, nonostante la sentenza del TAR e ancora prima di ricevere la fidejussione, il progetto Grado 3.

Questo mega progetto, che coinvolge 260.000 mq di territorio da edificare in alberghi e residence, è ora nelle mani del Consorzio Lido Moreri o meglio dell’Immobiliare Limbara S.r.l. di Adriano Bernardis, dall’8 gennaio assieme all’Immobiliare Leonardo Da Vinci srl. Bernardis è noto nell’isola del Sole per aver costruito diversi alberghi-grattacielo, che di certo non si possono dire esteticamente attraenti. Il Mirabel, il Tiziano e il futuro Ariston (di cui al momento non ci sono nemmeno le fondamenta) e il Residence Al Bosco. Ed è uno dei promotori della variante alberghiera che consentirebbe l’innalzamento dell’Hotel Adria sulla diga Nazario Sauro, che arriverebbe a guardare negli occhi l’arcangelo sul campanile simbolo della città. La Commissione urbanistica del Comune di Grado si è riunita lo scorso 29 dicembre (senza raggiungere il numero legale) e il 7 gennaio e ha approvato la variante alberghiera: “Aumentando la ricettività, aumenta il turismo e si creeranno 80 posti di lavoro”. A queste affermazioni del Sindaco Maricchio mi sento di rispondere che il turismo aumenta se ci sono attrattive turistiche, ovvero luoghi di interesse culturale o paesaggistico, e gli alberghi vengono come conseguenza. E che 80 posti di lavoro per 80 camere sono un’utopia, e nel migliore delle ipotesi si tratta di lavoro pur sempre stagionale.

Il progetto Grado 3 presso il Lido dei Moreri

Il progetto Grado 3 presso il Lido dei Moreri

Ma ogni estate non si può fare a meno di notare quanto la spiaggia si svuoti di bagnanti e quanti appartamenti e stanze d’albergo abbiano le veneziane abbassate. Deduco che Grado non necessiti in questo momento di altre “strutture ricettive” quanto di attrazioni vere e proprie, perché le attuali evidentemente non bastano a far crescere il turismo rispetto alle altre località adriatiche.

Contro alla cementificazione sfrenata si è mosso un gruppo di liberi cittadini e vicini al movimento Liber@ che ha promosso una petizione (che si può trovare online a questo link) e che ha già raggiunto due mila e cinquecento firme. I cittadini di Grado si sono mossi per tutelare il loro territorio in quanto bene comune perché non credono più alla promessa di nuovi posti di lavoro. Il lavoro è solo per alcuni, per gli imprenditori edili soprattutto, ma la comunità non riceve in cambio nulla se non una sorta di mercificazione della propria città. Città in cui peraltro per molti gradesi è sempre più difficile restare, soprattutto per i costi esorbitanti degli immobili al metro quadro che costringono a comprare casa in terraferma. Tante volte Grado si è paragonata a Venezia ma questa volta la somiglianza non giova: entrambe le isole si stanno vendendo al turismo, costringendo i loro stessi abitanti alla fuga. In nome del dio denaro.

Grado 3, i lavori sono già iniziati in Lido dei Moreri, foto scattate il 5/1/15  ©EleonoraMolea

Grado 3, i lavori sono già iniziati in Lido dei Moreri. In fondo si noti il Residence Al Bosco. Foto scattate il 5/1/15 ©EleonoraMolea

Grado 3, i lavori sono già iniziati in Lido dei Moreri, foto scattate il 5/1/15  ©EleonoraMolea

Grado 3, i lavori sono già iniziati in Lido dei Moreri. Foto scattate il 5/1/15 ©EleonoraMolea

Grado 3, i lavori sono già iniziati in Lido dei Moreri, foto scattate il 5/1/15  ©EleonoraMolea

Grado 3, i lavori sono già iniziati in Lido dei Moreri. Foto scattate il 5/1/15 ©EleonoraMolea

Scritto da eleonora molea

Archeo-antropologa con la passione per il Carso quanto per le Ande, cittadina del mondo, attenta e consapevole alle piccole azioni quotidiane. Ha a cuore il rispetto della Natura e delle tradizioni locali in un’ottica di decrescita felice, chiavi di volta per un "buen vivir" sociale.
Si occupa di comunicazione, della valorizzazione del patrimonio culturale, della salvaguardia dell’ambiente e di tutte le buone pratiche che aiutano a coltivare un'ecologia anche mentale e un benessere psicosomatico.

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