Giornata Mondiale del Rifugiato: gli eventi a Trieste

Il 20 giugno 1951 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite approvò la Convenzione sui Rifugiati. Dal 2001 in questa data ricorre la Giornata Mondiale del Rifugiato. Anche Trieste si unisce ai festeggiamenti, ponendo l’attenzione sui diritti umani stabiliti dalle normative nazionali e internazionali, con una serie di iniziative pubbliche per sensibilizzare la cittadinanza sulle tematiche dell’asilo politico e creare un ulteriore ponte tra la comunità locale e i richiedenti asilo e rifugiati che vivono in città.

Oggi è l’ultimo giorno per poter visitare, nella suggestiva cornice della Galleria del Tergesteo, la mostra Nice City Trieste: storie di rifugiati e di accoglienza diffusa, con gli scatti di Massimo Tommasini che testimoniano l’accoglienza triestina, fatta di inclusione, crescita e condivisione. La mostra, dal 24 giugno e fino al 17 luglio, si trasferirà nell’atrio della stazione ferroviaria di Trieste ed è organizzata dall‘I.C.S. (Consorzio Italiano di Solidarietà) con il patrocinio del Comune di Trieste ed è frutto della collaborazione con Caritas diocesana,  ARCI e ARCI Servizio Civile.

Oggi alle ore 21 presso l’ex OPP e all’interno della cornice del “Lunatico Festival”, si terrà il concerto di Daniele Sepe, introdotto dalle ore 19 dal gruppo triestino Agrakal.

Il 9 luglio, sempre presso l’ex OPP e all’interno del “Lunatico Festival”, si terrà la festa di chiusura della Giornata Mondiale del Rifugiato. Dalle ore 16) si terranno laboratori, workshop, musica e danze organizzati dalle comunità locali di migranti. Dalle 20.30 in concerto Ujamà, a conclusione il dj-set.

L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Trieste e della Provincia di Trieste, è organizzata dal Consorzio Italiano di Solidarietà, con il supporto della Caritas e della cooperativa La Collina. Contribuiscono inoltre Minimu, associazione dei senegalesi, Casa CaVe, Radio Fragola, associazione degli ivoriani.

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Scritto da eleonora molea

Archeo-antropologa con la passione per il Carso quanto per le Ande, cittadina del mondo, attenta e consapevole alle piccole azioni quotidiane. Ha a cuore il rispetto della Natura e delle tradizioni locali in un’ottica di decrescita felice, chiavi di volta per un "buen vivir" sociale.
Si occupa di comunicazione, della valorizzazione del patrimonio culturale, della salvaguardia dell’ambiente e di tutte le buone pratiche che aiutano a coltivare un'ecologia anche mentale e un benessere psicosomatico.

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