Friuli dipinto di jazz

– di Luca Meneghesso –

Non molto tempo fa sulla stampa nazionale è comparsa la pubblicità di una nota marca di stereo in cui si asserisce che un loro prodotto “ti fa diventare nero dentro anche se sei nato a Udine”. Slogan stupido ed impietoso come solo le réclame sanno essere. Infatti in Friuli, e in tutta la nostra regione, c’è una schiera di artisti che si sono votati alla musica jazz. Per fare solo qualche nome ricordo Giorgio Pacorig, Claudio Cojaniz, Giovanni Maier, Daniele D’Agaro, Gabriele Cancelli, Clarissa Durizzotto, Alessandro Mansutti… sorprendente in una piccola regione come la nostra e con la fama di essere lontana da questo tipo di sonorità. Forse è la presenza del confine e il meticciato culturale che ha portato molti a cimentarsi con una musica che ha il suo cardine nella contaminazione e nell’improvvisazione. L’improvvisazione però non si… improvvisa e questo fiorire di artisti non è che la punta di un iceberg che nasce dal basso, in autentiche palestre musicali. In provincia di Gorizia diversi sono i locali in cui ascoltare quei i musicisti.“Ai trosi” a Redipuglia, “Al poeta” a San Martino del Carso, “L’alchimista” a Gorizia.
C’è poi un Festival che nasce ad opera di un’associazione di Romàns d’Isonzo oggi all’undicesima edizione: Strofe dipinte di Jazz.
Lo organizza il Liberatorio d’Arte Fulvio Zonch, associazione nata nel 2006 che gestisce una sala prove ed organizza altri eventi.
Il Festival è un luogo di incontro tra arti diverse, dalla pittura alla musica, dalla poesia alla danza contemporanea fino alla presentazione di libri.
L’edizione 2016 prevede una sezione espositiva/performativa dedicata al centenario del Cabaret Voltaire e quindi al movimento DADA.
Gli artisti che esporranno provengono in maggior parte dal territorio regionale, ma ci saranno anche alcuni ospiti dalla Slovenia e dalla Svizzera. Le prime due serate saranno dedicate soprattutto al jazz, ovviamente.
Il 14 luglio suonerà Jan Sturiale trio con il pianista sloveno Marko Churnchetz, a seguire la performance di danza del Tree Ensamble ed in chiusura i Queer Cycles, trio formato dal pianista/tastiersta Giorgio Pacorig, dal trombettista Gabriele Cancelli e dal batterista Marco D’Orlando.
Venerdì 15 luglio la serata verrà aperta da Andrej Pirjevec – AP GROUP che propone un mix di sonorità dal jazz alla musica etnica, dal latin al pop. Seguirà la performance dedicata al DADA di Pier Giorgio de Pinto. Altro concerto della serata sarà quello dei Fade Ou3, trio composto dal pianista Giulio Scaramella, da Pietro Spanghero al contrabbasso e da Walter Furlan alla batteria. Il progetto prevede un decostruzione e un riarrangiamento di brani di musica classica per trio jazz. Ultimo live sarà quello dei Moon Bhai che definiscono la loro musica “Indo Oceanic Psycho Ambient”. Mescolano strumenti della musica indiana quali sitar e tablas con il didgeridoo australiano e una chitarria rock psichedelica. A chiudere il venerdì ci sarà il dj set di DiscoorsettO per ballare a suon di Nu Disco.

Sabato sarà l’ultima giornata di Strofe dipinte di jazz e, per la prima volta, ci saranno tutte band di impronta rock. Apriranno le danze i giovanissimi DASIA, trio strumentale con influenze progressive rock, seconda band ad esibirsi sarà la F. Spanghero Electric Band, trio blues elettrico. A seguire i cormonesi NOMOTION con il loro Death Country, un misto di country, garage e sonorità alla Nick Cave. A chiudere la serata i romani John Canoe, band surf/garage che suonerà per la prima volta in regione. Chiuderà il festival il dj set dei Los Indiferentes, con una selezione decisamente mirata al rock.

Strofe dipinte di jazz
XI edizione
14-15- 16 luglio
Laghi Fipsas – via Trieste
Romàns d’Isonzo (GO)
www.facebook.com/strofedipintedijazz

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