Ferrovie, trasporti, turismo

– di Sergio Franco-

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 Intervista a Roberto Carollo, curatore del Museo ferroviario di Trieste ed esperto di questioni ferroviarie

Come si può descrivere la situazione attuale del trasporto ferroviario in Italia?
Difficile e complicata. Si nota una discrasia, per i passeggeri, fra l’alta qualità del servizio Alta Velocità e la scarsa qualità dei servizi locali. L’Alta Velocità è più redditizia e su questo si punta. Ciò è conseguenza della trasformazione delle FS in Società per Azioni, la cui attività deve raggiungere perlomeno il pareggio di bilancio. L’AD Moretti (ora passato a Finmeccanica) era solito affermare: “realizzo solo il servizio che rende e che qualcuno paga“, in una logica del tutto privatistica ed in linea di perfetta legittimità, anche se la rete ferroviaria è pubblica come pure la Società di gestione Trenitalia. E’ mancata, a mio avviso e per anni, un’efficace politica di controllo ed indirizzo del Governo, che si è astenuto, ad esempio, dal dire la sua sugli investimenti che il gruppo delle FS ha talvolta effettuato all’estero.

Come giudica l’intervento privato nel trasporto ferroviario?

Lo ritengo positivo, precisando che tutta la rete ferroviaria dove comunque restare pubblica, aperta ad ogni iniziativa di mobilità su rotaia sia pubblica (regionale o provinciale) che privata.

Quale è l’attuale rapporto nel trasporto merci fra strada e ferrovia?

Il trasporto su strada ha da molto tempo superato quello ferroviario, che non raggiunge nemmeno il 10% del movimento totale delle merci. Siamo il Paese europeo con uno dei massimi livelli di squilibrio tra gomma e rotaia. E continuiamo ad investire massicciamente sulle strade, mentre gli autotrasportatori comunque si lamentano.

Per quanto riguarda i porti c’ è qualche novità?

Per i porti è fondamentale l’impiego della ferrovia e quello di Trieste rappresenta un tipico esempio, dove si nota un importante incremento del collegamento nave-ferrovia con prospettive di notevoli sviluppi.

Attualmente quali sono le opere ferroviarie di rilevanza nazionale in via di attuazione?

Certamente tra tutte il quadriduplicamento dei binari sulla tratta Milano-Venezia.  E’ urgente completare il braccio mancante della grande “T” italiana (Torino-Venezia e Milano-Salerno). I 4 binari sono già esistenti fra Padova e Mestre e tra Milano e Treviglio e sono in corso i lavori tra Treviglio e Brescia. Prossimamente verranno appaltati i lavori per il tratto Brescia-Verona, mentre ancora non si è pronti per il percorso Padova-Verona. Questi importanti lavori permetteranno finalmente di separare i traffici tra viaggiatori locali, a lunga percorrenza e merci con evidenti vantaggi in termini di regolarità e potenzialità di trasporto, con nuove possibilità di aumentare il volume delle merci trasportate per ferrovia in misura assai rilevante.

E i pendolari, così maltrattati?

Purtroppo tutto dipende dalle singole Regioni competenti finanziariamente per questo tipo di traffico, da coordinare con quello delle autolinee in concessione. Le Regioni comprano i servizi e cofinanziano l’acquisto di treni dedicati ai pendolari. In FVG non siamo messi troppo male.

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Perché la linea Pontebbana, che è una bellissima opera, è così poco utilizzata?

Viene usata soltanto al 25% della sua potenzialità. E’ la dimostrazione che non basta avere una infrastruttura moderna e funzionale a disposizione se non c’è una politica commerciale a suo supporto. Troppo spesso si è detto “non c’è traffico perché non c’è una moderna infrastruttura”. La Pontebbana smentisce tutto ciò. Incidentalmente, con riferimento al traffico viaggiatori, devo aggiungere che la recente politica delle FS ha deciso la completa soppressione dei treni passeggeri internazionali su tutte le linee di valico, come Tarvisio o Villa Opicina, ritenute non convenienti. Nel caso di Trieste l’ultimo servizio FS è stato il Venezia/Budapest, transitante in orario notturno per Villa Opicina e cessato il 31 dicembre 2011.

E per quanto riguarda l’utilizzo turistico della ferrovia?

E’ del Museo Ferroviario, l’idea di utilizzare la linea della Transalpina (in partenza da Campo Marzio) a scopo turistico, come in Slovenia. Purtroppo l’utilizzo turistico del treno non rientra negli indirizzi delle ferrovie italiane, a differenza dei Paesi vicini. Recentemente le FS hanno dato vita ad una Fondazione per la cultura ferroviaria, che ha previsto iniziative di vario tipo per Toscana, Lazio e Lombardia, ma nulla per la nostra Regione. Una nota di speranza: l’Assessore regionale Santoro ha chiesto ufficialmente al Ministro dei Trasporti Lupi di cedere, a titolo gratuito, la nostra Stazione di Campo Marzio di proprietà statale (unico esempio di edificio ferroviario di stile Liberty ancora esistente) ad un ente pubblico locale, che potrebbe essere la Regione FVG o il Comune di Trieste. Meglio, secondo me, la Regione. Potrebbe essere questa l’ancora di salvezza per la Stazione Campo Marzio, alla quale dedichiamo da anni, in pochi volontari, sforzi e sacrifici. Ciò nella speranza che i politici si rendano finalmente conto dell’importanza di salvaguardare un bene culturale, di possibile valenza economica in termini turistici. Il costante incremento di visitatori in Museo, per oltre metà stranieri, ne è la conferma.

Vorrei infine ringraziare, a nome mio e soprattutto dei volontari del Museo,  tutta la Redazione di Konrad per la stima e l’attenzione che ha sempre manifestato nei nostri confronti. Amo ricordare che chi vive di volontariato, vive proprio della considerazione degli altri per quello che fa.

 

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