Le Ferrovie minori d’Italia e il futuro

Le Ferrovia delle tratte minori sono un patrimonio che potrebbe sostenere il turismo di qualità valorizzando il paesaggio

– di Sergio Franco –

Un patrimonio che potrebbe sostenere il turismo di qualità valorizzando il paesaggio

FerroviaMeranoMalles

 Ferrovie delle meraviglie il titolo che Italia Nostra ha scelto per la pubblicazione di un fascicolo monografico (marzo 2014) splendidamente illustrato. Vi si parla di ferrovie secondarie come di un patrimonio tutto da scoprire nell’articolo di Gian Guido Turchi o della necessità di potenziare il sistema ferroviario, messa in luce da Marco Parini, ovvero delle tratte minori da valorizzare per diminuire il traffico automobilistico. Ma poi, ancora, dell’opportunità, messa in luce da Anna Donati, di sviluppare le ferrovie turistiche, ove si consideri che da un’indagine del 2013 risulterebbe che ben il 72% dei cittadini sarebbero disposti a rinunciare all’uso dell’auto in favore del trasporto pubblico. Devo, peraltro, osservare che spesso le indagini statistiche danno risultati contrastanti e fanno talvolta dubitare della loro attendibilità.

Purtroppo se la riscossa del treno si è concretizzata con l’Alta Velocità, ciò ha accentuato il divario con le linee minori, con la perdita, negli anni, di circa 6.000 km di binari, ora dismessi. D’altra parte, come osserva Gian Guido Turchi, se da una parte sarebbe utopistico pensare di poter mantenere in esercizio tutte le linee secondarie a suo tempo costruite, basterebbe guardare al di là dei confini nazionali per vedere come molte di queste sono state rilanciate sfruttando le attrattive turistiche offerte dai luoghi attraversati, dalle tranquille cittadine servite dal treno e valorizzate come mete di escursioni.

Basti ripensare alle ferrovie italiane scomparse, come la Chiusa-Ortisei-Plan di Val Gardena, la Ora-Cavalese-Stresa, la Calalzo-Cortina-Dobbiaco, oppure la Rimini-San Marino, la Spoleto-Norcia, mentre altre vivono stentatamente, come ricorda il prof. Turchi, che però non manca di sottolineare alcuni fatti positivi in controtendenza. Ad esempio: la riapertura della ferrovia Palazzolo sull’Oglio-Paratico, oppure il Treno Blu che trasporta i turisti al Lago d’Iseo o il mantenimento in servizio della linea Monte Antico-Asciano, che consente con il Treno Natura la scoperta di paesaggi incontaminati. E anche la Repubblica di San Marino sta lavorando alla riapertura di una ferrovia panoramica percorsa da una elettromotrice classe 1931 (!) restaurata e rimessa in funzione dopo decenni di abbandono.

FerrovieOglio

Certo che per apprezzare tutti questi dettagli sarebbe bene munirsi di una carta geografica della Penisola così ricca di bellezze naturali spesso nascoste. Così vanno ricordati altri particolari: il ripristino della ferrovia della Valle Seriana e della linea Merano-Malles Venosta, la cui riapertura ha generato un traffico di entità imprevista. L’articolo di Gian Guido Turchi conclude con la considerazione che rivalutare un patrimonio ingegneristico e storico di prim’ordine, se valorizzato, può aprire prospettive di notevole importanza.

Nella nota di Renato Covino dell’Università di Siena, si ricorda come da quanto il trasporto ferroviario è entrato nella dimensione degli affari, si incentivi ciò che consente di realizzare utili (Alta Velocità) e  si dismetta  quello che produce deficit, anche se garantisce il servizio. Si assiste, peraltro, all’assurdità per cui alcune linee non sono esercite, ma continuano ad essere mantenute. L’esempio più paradossale è la Porrettana, linea storica dove ormai non circolano più treni, ma che non può venire dismessa poiché è un passante di valico alternativo che, in caso di interruzione della linea principale, consente la comunicazione tra Nord e Sud.

Nel Mezzogiorno, tagli e soppressione di linee ferroviarie riguardano in modo particolarmente acuto Calabria e Sicilia. Tra i tanti casi segnalati, spicca il clamoroso esempio della tratta Siracusa-Ragusa, che tocca tutte le città barocche considerate patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, vale a dire Noto, Scicli, Modica, Ragusa Ibla e la stessa Siracusa. Quest’area di eccezionale interesse culturale, e in grado di sviluppare uno sviluppo turistico di qualità, è quasi completamente priva di servizi ferroviari.

Ferroviedolomiti

Credo che non bisogni trascurare il fatto dell’invecchiamento della popolazione europea e del crescente bisogno di una moltitudine di persone di viaggiare con un mezzo sicuramente comodo e sicuro come il treno. Mi sia consentito di concludere con un piccolo ricordo personale, quando l’autore di questo articolo, nemmeno adolescente, viaggiò, d’inverno e sotto la neve, sulla affascinante ferrovia delle Dolomiti tra Calalzo,Cortina e Dobbiaco. Che fortuna.

 

 

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