Il Fascino del Cielo

Buongiorno lettori cari, da questo numero di Konrad, svesto il keikogi, il robusto abito giapponese da allenamento con il quale mi avete conosciuto sinora, per rivestirmi con i panni molto piú caldi e pesanti (necessari per resistere alle fredde nottate invernali) dell’astrofilo.

Astrofilia non é il nome di una strana e pericolosa malattia tropicale, ma se anche casualmente doveste venirne contagiati, potreste subirne le pesanti conseguenze che talvolta si possono protrarre per tutta la vita ed anche se arrivaste ad affrancartene c’é sempre un’altissima probabilitá di ricaduta, cosí come é capitato a me.

Quando ne percepisci i chiari sintomi hai due possibilitá: o diventi una sorta di eremita (ti isoli e te la vedi fra-te-e-te) oppure cerchi altre persone che ne siano affette: é stato cosí che ho incontrato il Circolo Culturale Astrofili Trieste (www.astrofilitrieste.it) all’interno del quale, oggi, mi onoro di far parte del Consiglio Direttivo.

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Cosí come Konrad, anche il CCAT ha festeggiato i suoi 30 anni di attivitá ed allora abbiamo concordato questa collaborazione per partecipare tutti voi lettori del fascino del cielo.

Il livello conoscitivo dell’astrofilo puó andare dal semplice appassionato, che ama vivere in modo passivo della gioiosa conoscenza di questo genere di argomenti, sino al livello dell’astronomo non professionista e questa conoscenza puó essere ricercata in molte, moltissime materie: storia, mitologia, religioni, geografia, navigazione, astrometria, astrofisica, elettronica, radiocomunicazioni, ottica, fotografia, astronautica, esobiologia e moltissimi altri, che sembrano quasi incomprensibili parolacce, tanti che é impossibile elencarli tutti.

Abbiamo progettato di trattarli tutti, con il massimo del rigore ci sia possibile ma anche con parole semplici, senza scendere troppo nelle profonditá della matematica o della speculazione scientifica di frontiera: non sará facile, ma é nostra ferma intenzione perseguire questo obiettivo.

Che si staglino smaccatamente visibili o che ci appaiano flebili tracce buie, parleremo dei piccoli e dei grandi oggetti che riempiono il nostro cielo, e non soltanto quello notturno; scopriremo assieme dove si trovano sulla volta cieleste e come si raggiungono saltellando fra le stelle delle tante costellazioni, le loro caratteristiche, come vanno guardati e con quali strumenti; parleremo delle tipologie di strumenti, sia quelli alla portata dell’astrofilo (piú o meno evoluto) che quelli costruiti con grande dispendio di risorse, tecniche ed economiche, tanto da richiedere collaborazioni internazionali come i grandi telescopi a specchio in costruzione sugli altopiani andini o quelli inviati in orbita attorno alla terra.

Presenteremo le grandi novità e le grandi scoperte che di volta in volta si presenteranno all’attenzione del mondo pur nel piccolo spazio che una sola pagina può concederci: questa sarà una sfida nella sfida, ma sarà il nostro entusiasmo a farci superare tutte le difficoltà tecniche.

Che poter dire di più ? Nulla, se non lasciarvi alla curiosità del primo argomento con il quale inizieremo dal prossimo numero di Konrad questo percorso verso il grande fascino del cielo.

Immagine salvata con i settaggi applicati.

Il magnifico ammasso stellare aperto delle Pleiadi, base grafica del logo del CCAT, viene chiamato anche le sette sorelle, a ricordare, nella mitologia greca, le figlie di Atlante e Pleione trasformate in colombe per compassione degli dei che, per sfuggire ad Orione, sono volate al loro posto nel cielo dove ancora il gigante cacciatore le insegue.

Scritto da muzio bobbio

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