Eternit, sentenza prescritta

Ma la battaglia continua, anche in un libro

– di Eleonora Molea –

“Se uno legge Amianto e non gli arriva la botta, vuol dire che ha la testa sbagliata e si è messo il cuore sotto le scarpe. Vuol dire che i padroni lo hanno lavorato bene.” (Wu Ming 1)

La sentenza di prescrizione da parte della Cassazione avvenuta lo scorso 19 novembre non può passare inosservata perchè è un’ingiustizia nei confronti delle migliaia di vittime e non riguarda solo Casale Monferrato, Cavagnolo, Rubiera dell’Emilia e Bagnoli di Napoli, le fabbriche della Eternit. La contaminazione d’amianto non è arginata, infatti in Italia sono più di 30 mila i siti a rischio, tra cui edifici pubblici come ospedali e scuole. Non sono ancora comprensibili i danni in larga scala in quanto il mesotelioma, il tumore derivato dall’esposizione all’amianto, può far emergere i primi sintomi a più di 20 anni di distanza dalla prima contaminazione e il rischio non si riduce una volta eliminata l’esposizione ma persiste tutta la vita ed è irreversibile.

Difficile aggiungere altro alle parole di Alberto Prunetti, autore di “Amianto. Una storia operaia” [Edizioni Alegre], che “rubo” dall’“Internazionale” del 20 novembre 2014:

“La sentenza è prescritta ma anche domani a Casale qualcuno si sveglierà con un colpo di tosse e il dolore ai reni. Qualcuno sputerà e un altro morirà, dopo aver distribuito un volantino contro la polvere, come si fa da quelle parti, con dignità e gli occhi lucidi. Gli stessi occhi lucidi di chi stava accanto a me al processo, ascoltando la sentenza. Sentenza prescritta. Non assolto, il reato c’è. Ma prescritto. Anche se ne ho visti che in secondo grado a Torino volantinavano contro l’Eternit e non sono riusciti a arrivare vivi, ieri, in Cassazione. (…) E allora me li immagino quei vecchi operai, i nostri vecchi. A fare l’orto, a bere un bicchiere di barbera, a volantinare contro le multinazionali, fino all’ultimo respiro. Nel mondo dove si dà la vita vera. In quel mondo che forse sta solo nei nostri cuori o nei nostri sogni, in quel mondo che non è di questo mondo c’è giustizia, finalmente. Ma non si dà vita vera nella vita falsa e qui oggi tutto ha il sapore amaro della falsità, della beffa, della morte e dell’ingiustizia.

Per questo scrivo per non prescrivere, per non dimenticare, per non ucciderli d’ingiustizia. Non scrivo per contar frottole. Sono morti e non hanno giustizia. E con questo sapore amaro in bocca, bisogna ricominciare la lotta contro i mulini a vento. Contro l’ingiustizia, fino all’ultimo respiro.”

"Eternit...vita eterna" scultura di Eron + Federica Gif (2007)

“Eternit…vita eterna” scultura di Eron + Federica Gif (2007)

Scritto da eleonora molea

Archeo-antropologa con la passione per il Carso quanto per le Ande, cittadina del mondo, attenta e consapevole alle piccole azioni quotidiane. Ha a cuore il rispetto della Natura e delle tradizioni locali in un’ottica di decrescita felice, chiavi di volta per un "buen vivir" sociale.
Si occupa di comunicazione, della valorizzazione del patrimonio culturale, della salvaguardia dell’ambiente e di tutte le buone pratiche che aiutano a coltivare un'ecologia anche mentale e un benessere psicosomatico.

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