El Gran Canal de Nicaragua

Vale la pena distruggere un ecosistema per favorire i traffici commerciali?

Credo sia giusto chiedersi se qualcosa serva o meno, per non dare per scontato niente. Tutto in natura ha un’utilità, tutto “serve”. Ma l’utilità di qualcosa si misura sommando i rischi e i benefici, per ottenere “la felicità maggiore per il maggior numero di individui”. Credo sia giusto chiedersi se qualsiasi azione o progetto serva, e soprattutto a chi. Progetti dall’utilità discutibile ce ne sono molti, nel mondo. Tra questi il Gran Canal de Nicaragua. Non solo perché non “serve” necessariamente alla comunità quanto a chi ha interesse nel costruirlo, ma le conseguenze della sua costruzione potrebbero essere devastanti per l’ecosistema e per la struttura socio-economica delle popolazioni nicaraguensi.

CanalNicaragua2
La società cinese Hong Kong Nicaragua canal development (Hkncd), di proprietà del miliardario Wang Jing, presidente dell’azienda di telecomunicazioni Xinwei, ha preso accordi con il Governo el Nicaragua per un nuovo (e antagonista) canale di Panama (che tra l’altro gli statunitensi hanno recentemente ampliato). L’Oceano Pacifico e Atlantico verrebbero uniti (ancora) dalla foce del fiume Brito fino al quella del fiume Punta Gorda, attraversando il lago Nicaragua (il più grande bacino naturale dell’America centrale) e spaccando letteralmente il Paese per 278 Km. Sarà largo dai 230 ai 520 metri e profondo almeno 30, costando circa 50 miliardi di dollari, ossia cinque volte il PIL del Nicaragua. L’ infrastruttura permetterà il transito di navi che trasportano fino a 18mila container, ma su questi il Nicaragua non avrà il diretto controllo per almeno cento anni.

Contrari al progetto soprattutto ambientalisti, attivisti per i diritti umani e agricoltori, anche se il governo ha annunciato che saranno creati 50mila posti di lavoro, di cui metà riservati ai nicaraguensi e un quarto a lavoratori cinesi. Il prezzo da pagare sarà la deportazione forzata di decine di migliaia di abitanti, a cui saranno confiscati i terreni a fronte di un indennizzo adeguato.

Il danno ambientale ed umanitario della costruzione di questo canale vale la pena? Di certo non porterà la maximum felicitas alle comunità né tantomeno all’ambiente.

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Appendice:

Il popolo nicaraguense continua a protestare, e il 25 giugno scorso sono avvenuti nuovi arresti di manifestanti da parte della Policia Nacional, arrestati senza aver commesso alcun delitto ma solo per aver partecipato alla Caravana Mesoamericana para el Buen Vivir. 

Chi mastica un pò di spagnolo e vuole restare aggiornato sulla vicenda, consiglio di seguire questa pagina su Facebook.

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Scritto da eleonora molea

Archeo-antropologa con la passione per il Carso quanto per le Ande, cittadina del mondo, attenta e consapevole alle piccole azioni quotidiane. Ha a cuore il rispetto della Natura e delle tradizioni locali in un’ottica di decrescita felice, chiavi di volta per un "buen vivir" sociale.
Si occupa di comunicazione, della valorizzazione del patrimonio culturale, della salvaguardia dell’ambiente e di tutte le buone pratiche che aiutano a coltivare un'ecologia anche mentale e un benessere psicosomatico.

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