Ekobolle. Veri detersivi eco.

Questo è un Konrad-consiglio. A Trieste, nel quartiere di Roiano, a poche centinaia di metri dalla Stazione ferroviaria,  c’è un posto che vale la pena conoscere. Non ti attireranno artifici del marketing sfavillante, qui messo da parte per proporre solo la sostanza.

Devi entrare e conoscere Davide Catinella. Chiacchiera con lui e fatti raccontare quello che propone. Si è trasferito dalla Sicilia a Trieste per studiare, restandovi poi per amore. “Trieste mi ha accolto con affetto e io ora voglio restituire quell’affetto”.

E così ha progettato ed avviato una piccola produzione del tutto ecocompatibile di detersivi e detergenti per casa e persona che vende sfusi, eliminando l’intollerabile spreco di plastica ed imballaggi. Ekobolle, si chiama. Tutto è realizzato in Calabria da una piccola azienda, con materie prime italiane. Prodotti senza conservanti e senza derivati dal petrolio. Non testati su animali. Con oli vegetali e oli essenziali puri. E poi soda. Questi gli ingredienti principali.

Chiedete a Davide di farvi annusare il detersivo per i piatti. Dimenticate ogni profumo artificioso e plasticoso da grande distribuzione. Sentite gli agrumi e immaginatevi la delicatezza su stoviglie e anche sulle mani. Questo detersivo costa 90 centesimi al chilo. Il detersivo per il bucato costa 1,35 al chilo. Il sapone mani 1,30 al chilo.

Tutto questo fa bene alla natura, alle piccole economie e ai portafogli del consumatore. Realtà, non marketing. “Voglio dare la qualità ma a un prezzo ragionevole” dice Davide. Lo spazio ospita anche La Bottega degli antichi sapori in cui Davide propone alcuni prodotti della sua terra, scegliendoli con un’attenzione maniacale alla tracciabilità. “Io conosco tutto di ogni prodotto, chi lo fa, come, perché”.

Rapporto diretto con il produttore e conoscenza di ogni dettaglio, che vi potrà trasmettere. Sceglie solo piccole produzioni, attente all’ambiente, e lavorazioni artigianali. “Perché questo aiuta le microeconomie di territorio e aumenta la qualità per il consumatore”.

L’olio extravergine è una delle chicche, prodotto dalla sua famiglia sui Monti Iblei (zona del Cassero, patrimonio Unesco) in regime da agricoltura biologica. Monocultivar Tonda Iblea, olive raccolte a mano e frante dopo massimo sei ore dalla raccolta. Un capolavoro. C’è poi il vino di una piccola azienda.

E ci sono anche capperi sotto sale e cucunci, conserve di orticole, cioccolato di Modica, marmellate e composte di frutta. E conserve di pesce (tonno, pesce spada e acciughe) realizzate da una famiglia di pescatori che gestisce la filiera dal proprio peschereccio al vasetto. Piccole meraviglie ancora possibili.

Scritto da simonetta lorigliola

simonetta lorigliola

Simonetta Lorigliola, studi filosofici, è giornalista e vive e lavora a Trieste.
ha collaborato con "EV. Vini. Cibi Intelligenze", la rivista di Luigi Veronelli. Dal 2004 al 2010 ha diretto la Comunicazione sociale e le Campagne per Altromercato, la maggiore organizzazione di commercio equo e solidale italiana per la quale ha fondato il progetto IlCircolodelCibo. Autrice di pubblicazioni su origini e storia, ha recentemente pubblicato "È un vino paesaggio" (DeriveApprodi, Roma, 2017) È stata tra gli ideatori del progetto "t/Terra e libertà/critical wine" che ha organizzato decine di eventi in tutta Italia. Oggi collabora con il Seminario Veronelli. Scrive su Konrad dal 2012 e da ottobre 2015 ne è la direttrice.

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