I dipinti di Tone Kralj a Lokev.

Un’opera pittorica religiosa, contro il regime e contro la persecuzione

– di Fabiana Salvador –

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A Lokev (Corgnale), piccolo paese nel Carso sloveno a pochi chilometri dal confine di Basovizza, la chiesetta di S. Michele è sorta nel 1616 sulle spoglie del precedente edificio del 1118. Vi è esposto un crocefisso romanico dei secoli XII°-XIII°, che rimanda all’Ordine dei Templari. Tra il 1942 e il 1943 le sue pareti interne furono dipinte da Tone Kralj (Zagorice 1900-Lubiana 1975), artista poliedrico, pittore, scultore e grafico, formatosi fra Praga, Vienna, Parigi, Venezia e Roma. Influenzato dapprima dal gusto secessionista, Kralj elaborò uno stile proprio, monumentale, di figure umane attonite, espressive, ben delineate, avvolte da una luce impietosa e spesso situate in ambienti metafisici, astratti. A partire dal 1927 si specializzò nell’arte sacra. Più di 40 le chiese nel suo repertorio. Operò nel periodo più difficile per gli sloveni del Litorale e dell’Istria, allorché dopo il trattato di Rapallo (1920) l’Italia fascista volle cancellare il carattere multiculturale di queste terre. Motivi tratti dalla Bibbia, soggetti mistici e figure di santi, fra i quali presenziano regolarmente i fratelli Cirillo e Metodio, evangelizzatori dei popoli slavi, ai quali si deve la legittimazione della Bibbia tradotta in slavo. Esempio di vita cristiana, le loro virtù furono sottolineate nel messaggio di papa Pio XI ai popoli slavi nel 1927, in occasione del millecentesimo anniversario della nascita di S. Cirillo. Il pittore avrebbe potuto richiamarsi a questo riconoscimento ufficiale nel caso le spie fasciste lo avessero scoperto intento a rappresentare questi santi slavi in una delle chiese del territorio sloveno. Meno giustificabile nei suoi dipinti sarebbe apparsa la denuncia esplicita del regime, della persecuzione e della guerra.  Kralj si sentì spesso costretto a lavorare di fretta, quasi di nascosto, e per ridurre i tempi di esecuzione, dipinse su intonaco a secco, gravando sulla resistenza nel tempo delle sue opere e rendendo oggi più difficili i restauri.

A Lokev, il messaggio nelle decorazioni è particolarmente significativo. Nel 1943, anno cruciale, accanto alla ribellione si assiste anche al timore che il territorio venga occupato da Tito e inglobato nella futura Jugoslavia. Cinque sono i temi raffigurati. Il Buon Pastore. L’agnello smarrito all’interno di un recinto di filo spinato rappresenta il popolo sloveno; in un fossato sono tre lupi affamati e rabbiosi, personificazione del Male; al centro la figura di Cristo intento a salvare l’umanità; sulla destra elmetti e armi, chiara allusione alla guerra; sullo sfondo un paese in fiamme, uno dei tanti. La Parabola del Seminatore. Cristo al centro della rappresentazione; a sinistra un paesaggio agreste lieto e luminoso; a destra, il buio. Alle sue spalle il Maligno, con i lineamenti di Gabriele d’Annunzio, semina zizzania, dove il Signore in precedenza aveva distribuito il seme buono. Il Giudizio Universale. Alla destra di Cristo un popolo sofferente, alla sua sinistra quattro potenti (solo tre chiaramente visibili) che offrono doni, per ottenere la propria salvezza. Sono Benito Mussolini con la borsa del denaro; il nazismo, che protende una spada; il regime dittatoriale giapponese che tiene sottobraccio un carro armato, mentre dietro si affaccia, vestito di rosso, il comunismo. La Parabola del Buon Samaritano. Cristo al centro tiene tra le braccia un uomo gravemente ferito. Sullo sfondo un carro si allontana, senza fermarsi per prestare soccorso); sulla sinistra una colonna spezzata e dietro a quella che ancora si erge intatta, ma sta per essere abbattuta, due uomini: un soldato romano e un soldato italiano. Nel catino dell’abside, l’Ultima Cena con la benedizione del pane e la figura di Giuda privo di aureola, con in mano il sacchetto dei denari ricevuti, prezzo del tradimento.

Decorazioni che raccontano la storia di un territorio e della sua identità sofferta e difesa. Memorie da scoprire per la consapevolezza di tutti.

Scritto da fabiana salvador

fabiana salvador

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