Una mostra. Dentro il mio viaggio. Identità oltre i limiti del corpo

– di Fabiana Salvador –

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Un tema ancora molto discusso. L’identità, il sé, la libertà di fare del proprio corpo ciò che si desidera. Il mondo della sessualità, disinibita e ancora incantata. Un argomento profondo e viscerale, che necessita di copiosa ricerca. Nasciamo donne e uomini per approssimazione. Omosessuali, eterosessuali, ma tutte le sfumature sono possibili e andrebbero perseguite su un piano legato alla normalità, per il benessere della persona, per il benessere comune. Forse lontani dalla velleità, dalla pruderie, che caratterizzarono momenti più oscurantisti, quando ad esempio la sessualità veniva limitata e spesso associata ad aspetti perversi, o di tipo procreativo; quando la masturbazione era solo maschile e “pericolosa”; quando una donna violata era marcata a vita; dobbiamo imparare che il corpo non è una tela bianca che diventa reale nel momento in cui viene tracciata, senza poter più evolvere dentro quella tramatura identitaria. Ma è in divenire. E deve esserlo liberamente, all’interno di un cambiamento sociale. E anche fisico, se diventa una necessità.

Un progetto, nel biennio 2012-2013, viene finanziato dalla Regione per i sessuologi e psicologi che fino a quel momento avevano svolto lavoro volontario, offrendo sostegno pre e post operatorio alle persone ricoverate a Cattinara per la riconversione chirurgica del sesso, settore in cui l’ospedale triestino rappresenta un’eccellenza a livello nazionale. Persone che giungono da tutta Italia senza aver mai incontrato in precedenza il personale medico, persone che di norma non ricevono alcuna assistenza che non sia quella medicalizzata, e rimangono in balia delle emozioni più invadenti. Uomini e donne che modificata la propria anatomia, dovranno iniziare ex novo un percorso sensoriale e sociale, da costruire mentalmente e concretamente. È stato scritto un protocollo per una raccolta dati strutturata, fino a quel momento inesistente. Svolti test e registrazioni per capire le necessità delle persone, per migliorare la qualità della loro degenza che, salvo complicazioni, dura circa 10 giorni. Per molti è stata l’occasione per raccontarsi, per comunicare i propri desideri, le proprie paure, come si rappresentano, come si sentono, come vogliono essere chiamati. E poi l’opportunità di esprimersi nel modo più libero, attraverso il disegno. Ad ognuno è stata consegnata una cartellina contenente diversi colori, fogli bianchi, lisci e ruvidi, di dimensioni diverse, con l’invito a rappresentare liberamente il tema Dentro il mio viaggio, prima o dopo l’intervento. Per trasferire su carta il flusso dei pensieri. Alcune volte i disegni sono stati discussi e raccontati. Sono sogni, fantasie, dubbi, preoccupazioni, idee di sé; hanno a che fare con il corpo reale, con quello immaginato. Essere nel mondo, identità alternative alle categorie, il futuro per riprendersi il tempo perso. La parzialità del corpo. Lasciati, raccolti e custoditi, parlano della vita delle persone e sono per questo materiale sacro.

Il materiale oggi è oggetto di una mostra curata dal sessuologo Federico Sandri, responsabile del progetto regionale, inaugurata il 23 gennaio presso lo Spazio espositivo Altrove. Rientra fra gli eventi multidisciplinari promossi dall’associazione Cizerouno all’interno di Varcare la frontiera. Si tratta di un’installazione artistica molto coinvolgente a opera di Simona Dibitondo. I visitatori possono ascoltare in sottofondo alcuni racconti narrati dal personale di Centri di salute mentale e della Clinica psichiatrica, che dall’altra parte della “barricata” si immedesimano in uno scambio di ruoli, rivivendo emozioni altrui. Vissuti e frammenti di storie di transito. Un mondo sfaccettato quello della transessualità che si offre con generosità contro ogni stigmatizzazione. Un mondo da conoscere. Un mondo da avvicinare

Spazio espositivo Altrove. Piazzetta Tor Cucherna 8/A Trieste

Fino al 14 febbraio 2016

Orario: gio-ven 17.00-19.00, sab-dom 10.30-13.00

Scritto da fabiana salvador

fabiana salvador

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