Crescione prezioso alleato

– di Giuliana Lomazzi –

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Conoscete il crescione d’acqua? 

Si tratta di una tenera pianticella dalle foglie piccole e carnose, verde brillante, e dai fiorellini bianchi.

Quando si scopre il caratteristico sapore del crescione non è difficile cominciare ad apprezzarlo: non per niente la passione per questa pianticella ha origini molto antiche. La gradivano per esempio i greci, che la consideravano un rimedio contro la follia; ai tempi di Roma antica la si usava invece contro la calvizie, mentre nel Medioevo si credeva che potesse tenere lontane le streghe.

Naturalmente il crescione ha ben altre doti, come indica la seconda parte del suo nome scientifico Nasturtium officinalis, che lo definisce, appunto, un rimedio, un farmaco.

Ed in effetti l’elenco delle sue proprietà è di tutto rispetto.

Un prezioso alleato

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Cominciamo con la ricchezza di minerali: calcio, cloro, fosforo, potassio, ferro.

A questi si aggiungono le vitamine: quelle del gruppo B, ma anche la E e il betacarotene, entrambi antiossidanti – al pari della C, che fra l’altro facilita l’assorbimento del ferro, favorendo così la lotta alle anemie. Diuretico e depurativo, il crescione ha poi proprietà espettoranti (utili quindi per i disturbi polmonari) e sudorifere; aiuta a mantenere bassa la glicemia e stimola l’appetito. Al pari dei suoi “parenti” delle Brassicacee (cavolfiori, broccoli, cime di rapa, cavolini di Bruxelles, cappuccio, verza, rafano, ravanello, rucola ecc.)  la nostra pianticella contiene sulforafano, una molecola antitumorale e antisettica.

Tuttavia con il crescione non bisogna esagerare se si vogliono evitare disturbi a stomaco e vie urinarie. Chi soffre di ipotiroidismo, poi, non deve usarne troppo a crudo per non rischiare la formazione del gozzo.

Sapori che conquistano

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L’erba sa farsi apprezzare anche a tavola per il suo gusto stimolante e piccantino e la sua versatilità. Si consumano le foglie, ma anche i fusti più sottili e teneri. Se mangiati crudi (impiego ideale, perché conservano meglio le proprietà) possono essere aggiunti a panini imbottiti e insalate miste.

Un’idea primaverile, colorata e allegra? Aggiungere qualche fragola e un po’ di champignon giovani affettati, e condire il tutto con gomasio, succo di limone e olio extravergine.

Il crescione frullato con aglio e olio extravergine può essere poi trasformato in una salsina dal gusto spiccato, da affinare con mandorle o nocciole macinate.

Le foglie frullate possono inoltre dare colore e sapore a una pasta fresca fatta in casa.

Chi preferisce cuocerlo può stufarlo con verdure di stagione e usarlo come contorno o come farcia per una torta salata.

Scottato con una quantità doppia di spinaci, lasciato asciugare e tritato finissimo, può ravvivare una maionese vegan.

Ma il piatto più gettonato (sopratutto in Francia, dove il crescione – le cresson– è diffuso e apprezzato) è la Vellutata di crescione.

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