“CORRISPONDENZE D’ARTE 3 – NUOVI ORIZZONTI” al Revoltella

Inaugura oggi, giovedì 14 luglio con un open day (dalle ore 10 alle ore 22), e durerà fino al 9 ottobre 2016 il progetto "Corrispondenze d’arte 3 – Nuovi Orizzonti" al Museo Revoltella di Trieste, una mostra a cura di Susanna Gregorat e Lorenzo Michelli.

Il progetto “Corrispondenze d’arte 3 – Nuovi Orizzonti” vede il museo Revoltella ancora una volta non solo come contenitore, ma linfa vitale per nuovi progetti site specific, istallazioni sonore, azioni interdisciplinari, per avvicinare con un nuovo sguardo al suo patrimonio. Al progetto aderiscono oltre una ventina di artisti, e si sviluppa in tutto il museo suggerendo corrispondenze con le collezioni e con la sua storia, legata alle vicende del proprietario Pasquale Revoltella, enigmatico protagonista della città emporiale dell’800 nonchè sostenitore del taglio dell’istmo di Suez, ma anche di Carlo Scarpa, autore della riqualificazione del museo come galleria d’arte moderna.

La terza edizione di Corrispondenze d’arte è curata da Susanna Gregorat e Lorenzo Michelli,  ed è pensata per mettere in atto nuove azioni su opere del museo che a loro volta raccontano di uomini, di storie, di stili (Elisa Vladilo e Ugo Guarino, la pittura di Thomas Braida e Valerio Nicolai con Aleksander Velišček e Emiliano Troco, i “calchi sonori” di Michele Spanghero ), su spazi trasformati recuperandone l’aura con l’idea di navigare verso il mondo delle idee, per un tragitto verso la conoscenza attraverso l’arte (Luciano Celli, Ludovico Bomben, Michele Tajariol), per ribadire che fare pittura significa ritrovare strade conosciute per aprirne delle nuove (Serse, Massimo Kaufmann, Luigi Carboni). Il museo è anche luogo di contemplazione attiva e casa/museo eloquente per un’utopia concretizzata come il taglio del canale di Suez, ma anche documento di passioni scientifiche, estetiche ed economiche (Stefano Graziani e Carlo Andreasi), come castelli di sabbia in luoghi lontani, labirinti notturni e luogo di desideri (Carlo Bach, Matteo Attruia, Paolo Ravalico Scerri, Barbara Stefani, Marina Cons), come testi e interpretazioni (Corrado Premuda, Sara Alzetta) come porta verso l’altro da sé, lo sconosciuto che genera idee, ricchezze mentali e morali (Marco Covi, Fabrizio Giraldi), come spazio di comunicazione interdisciplinare (Mario Sillani Djerrahian e Furio Bordon, Antonio Sofianopulo e Fabio Nieder, Manuela Sedmach “A casa del barone”). Il Museo diventa attivatore di progettualità e di sovrapposizione di stili (Galla Placidia Two, installazione di Anna Lombardi, con interventi di Pietro Gaeta e Alessandro Mendini per N.O.W. Edizioni) e spazio di passepartout, di chiavi d’accesso come la cartella Insicuro Noncurante di Alighiero Boetti.

Opere, installazioni, interventi di:
Alighiero Boetti, Elisa Vladilo, Ugo Guarino, Michele Spanghero, Marco Covi, Fabrizio Giraldi, Matteo Attruia, Paolo Ravalico Scerri, Barbara Stefani, Ludovico Bomben, Michele Tajariol, Luciano Celli, Marina Cons, Stefano Graziani, Carlo Andreasi, Carlo Bach, Manuela Sedmach, Emiliano Troco, Aleksander Velišček, Thomas Braida, Valerio Nicolai, Antonio Sofianopulo, Fabio Nieder, Serse, Massimo Kaufmann, Luigi Carboni, Mario Sillani Djerrahian, Furio Bordon
dal pianoterra al quinto piano

Progetti speciali:
Alighiero Boetti, cartella Insicuro noncurante, spazio Gigetta Tamaro, pianoterra

Galla Placidia Two, installazione di Anna A. Lombardi, con interventi di Pietro Gaeta e Alessandro Mendini, per N.O.W. Edizioni, salotto verde, I° piano, palazzo baronale

A casa del barone, di Manuela Sedmach, testo di Fabiano Giovagnoni, voci Lorenzo Acquaviva, Manuela Sedmach, salotto giallo, II° piano, palazzo baronale, audio

Guardiana dei sogni, Variazioni su Leonor Fini, Materiali testuali di Corrado Premuda per la drammaturgia di uno spettacolo di Alessandro Marinuzzi, interpretazione di Sara Alzetta; quinto piano, video documento

www.museorevoltella.it

Corrispondenze-d'arte3

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Scritto da eleonora molea

Archeo-antropologa con la passione per il Carso quanto per le Ande, cittadina del mondo, attenta e consapevole alle piccole azioni quotidiane. Ha a cuore il rispetto della Natura e delle tradizioni locali in un’ottica di decrescita felice, chiavi di volta per un "buen vivir" sociale.
Si occupa di comunicazione, della valorizzazione del patrimonio culturale, della salvaguardia dell’ambiente e di tutte le buone pratiche che aiutano a coltivare un'ecologia anche mentale e un benessere psicosomatico.

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