Il collezionista di Marsiglia

Gianni Ursini commenta  “Il collezionista di Marsiglia” di Peter Mayle. Un libro in cui vini e cibi fanno da sfondo al giallo.

CollezionistaMarsiglia

Ho passato alcune ore veramente divertenti e piacevoli leggendo il romanzo di Peter Mayle  “Il collezionista di Marsiglia” (Garzanti 2011 pp. 196 Euro 18.00). Finora non avevo mai letto nulla di codesto autore, anche se avevo apprezzato il film di Ridley Scott “Un’ottima annata- A good year” uscito nel 2006 e tratto da un suo libro.

Un super-sintetico ritratto dello scrittore è riportato sul risvolto della terza pagina di copertina, e ve lo riproduco integralmente perché merita. « Peter Mayle, nato in Inghilterra, mangia, beve, vive e scrive in Provenza, dove sono ambientati i suoi romanzi. Con Garzanti ha pubblicato “Chi ha rubato Cézanne?”, “Lezioni di Francese”, “Un’ottima annata”- da cui è stato tratto l’omonimo film con Russell Crowe – e la personalissima guida “ Provenza dalla A alla Z”. È stato  insignito della Légion d’Honneur dal governo francese » .

La storia prende spunto da un furto rocambolesco nella cantina di una lussuosa villa di Hollywood da dove vengono fatte sparire centinaia di bottiglie di valore inestimabile. Il proprietario, il ricchissimo e collerico avvocato Danny Roth, pretende che l’assicurazione Knox Worldwide gli ripaghi immediatamente il costo delle bottiglie sparite, ben 3 milioni di dollari !

A questo punto ad Elena Morales, vice responsabile del settore delle richieste di risarcimento miliardarie, non resta che rivolgersi ad un detective privato per tentare di recuperare la refurtiva. La scelta cade su Sam Levitt, un personaggio da passato piuttosto oscuro il quale dopo avere esercitato per anni la professione di ladro gentiluomo oltre che di trafficante di opere d’arte rubate, ha deciso di passare dalla parte della Legge, pur mantenendo alcuni rapporti con il mondo della malavita. Le indagini portano ben presto Sam Levitt verso la Francia, prima a Parigi, poi a Bordeaux ed infine a Marsiglia, dove il colpevole viene individuato in monsieur Reboul, un ricchissimo uomo d’affari conosciuto e stimato in tutta Marsiglia. Sam Levitt è sicuro che le preziose bottiglie le abbia fatte rubate lui, ma come fare a dimostrarlo, e soprattutto, come recuperarle ? Ci riuscirà con l’aiuto di Sophie Costes, bellissima e spregiudicata esperta di vini originaria di Bordeaux che lavora per la succursale francese delle Assicurazioni Knox.

Così descritta la trama sembrerebbe piuttosto convenzionale, se non fosse per il fatto che Sam Levitt oltre ad essere un detective privato, è anche un grande estimatore della cucina francese, Paese che per lui è quasi una seconda patria. I suoi metodi sono esattamente il contrario di quelli violenti presenti in certi romanzi americani della cosiddetta “narrativa hard boiled”. Egli detesta la violenza ed ama risolvere i casi che gli vengono affidati senza tanto chiasso e soprattutto senza che nessuno si faccia male. Ma i momenti più belli delle sue giornate sono senza dubbio le soste nei posti dove si mangia e si beve bene. Così le indagini proseguono fra cene eleganti e pranzi luculliani accompagnati da vini favolosi che mi hanno fatto venire l’acquolina in bocca .

Raramente ho incontrato uno scrittore che dimostrasse tanto amore per la buona tavola, accompagnato da una giusta dose di indiscussa competenza in materia, degna di uno chef di altissimo livello. Insomma, la parte migliore del libro è l’illustrazione delle pietanze che vengono servite ai protagonisti in piccoli simpatici localetti collocati lontano dal grosso flusso dei turisti e descritti con dovizia di particolari, tanto da far provare al lettore una certa invidia per i fortunati frequentatori.

Non so se posti simili esistano veramente in Francia, ma se ci fossero mi piacerebbe andarci, anche se temo che ormai potrò farlo soltanto nei miei sogni.

Saluti da Gianni Ursini

Scritto da gianni ursini

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