Cercare lavoro al tempo della crisi

– di Francesca Versienti –

Vi siete mai imbattuti in termini come “promoter”, “commerciale”, “problem solving”, “account sales”, “agente plurimandatario”? Se non li conoscete siete fortunati perché vuol dire che non state cercando un lavoro in questo periodo. Il “giovane cercatore di lavoro” sa bene di cosa parliamo ma forse non lo sa la il resto della popolazione. Il cittadino medio è perfettamente informato tramite giornali e tv che il lavoro non c’è e quindi pensa legittimamente che sia “difficile” trovarlo in un momento come questo. Non sa però che i problemi sono molteplici. Oltre ad essere difficile, è estenuante. Ed esilarante.

Già perché oltre a combattere contro la crisi si dovrà lottare contro un terribile Leviatano: le offerte di lavoro.

Quali erano una volta i metodi più efficaci per cercare lavoro? Il metodo più strutturato era quello di munirsi di tanti curricula e tanta pazienza e, gambe in spalla, andare in giro per la città a consegnarli direttamente. Se lo fate adesso potrebbero gridare all’eresia e bruciarvi in Piazza Unità come Giordano Bruno in Campo dei Fiori. Provate ad entrare in qualsiasi negozio o in una ditta con un curriculum in mano e qualsiasi buona commessa o segretaria triestina sfodererà l’ormai storico “No xe pol”. L’unica via accettabile al giorno d’oggi è l’invio del curriculum via internet. Certamente più veloce, questo nuovo metodo farà guadagnare tempo ma sicuramente non tonicità. Un gran numero di imprese e negozi è infatti dotato di un suo sito internet più o meno aggiornato (di solito meno). Se si trova con facilità l’apposito spazio “contatti”, il gioco è quasi fatto. Si deve solo inviare l’e-mail con il curriculum in allegato corredato dall’immancabile lettera di presentazione. Avvertenza: non aspettate speranzosi che qualcuno vi risponda. La percentuale di risposte, anche solo negative, è vicina allo zero.

Il caso è diverso però nel momento in cui ci si imbatte nella temibile sezione “lavora con noi”. La maggior parte dei siti di aziende, di catene e di negozi di alto livello nazionale hanno attivata sul loro sito una parte di “recruiting”, ossia di selezione personale. Qui ci sono due possibilità. Se l’azienda prova un minimo di pietà  per i candidati, in questa sezione ci sarà l’opzione “allega curriculum”. Diversamente, se l’ideatore del sito prova un sadico piacere alla tortura, questa opzione sarà assente. Si dovrà perciò perdere innumerevoli ore a inserire uno per uno tutti i dati anagrafici, gli studi, gli stage e le esperienza lavorative.

Un tempo poi la “siora Ucia” avrebbe suggerito “zerca sul mercatìn, fio”. (N.d.R. “Il Mercatino”). L’opzione rimane valida ancora oggi ma superata dalla più estesa e estenuante ricerca sul web. Ci si dovrà destreggiare tra un dedalo inestricabile di siti dedicati all’argomento. Sono tanti, tantissimi. E crescono a dismisura proponendo annunci divisi per provincia. E di questi solo una piccola parte è chiara e comprensibile. Tralasciando l’uso sconsiderato di parole inglesi, il “giovane cercatore” dovrà sfoderare tutto il suo acume per capire quali di questi siano effettivamente validi. Il lavoro fisso è un miraggio, ma i giovani si sono abituati a questo e nemmeno lo pretendono più. Quello che desiderano è un lavoro dignitoso, onesto e soprattutto pagato. Già, perché la parola più diffusa su questi siti è provvigione. La maggior parte degli annunci è riservata alla ricerca di venditori, promoter e similia che per 8 ore al giorno, cerchino di abbindolare più gente possibile per vendere la qualsivoglia cosa: dall’abbonamento telefonico al cambiamento del gestore di gas e luce, dalla vendita di prodotti dimagranti ai fanghi termali. Tutto questo senza un fisso. Cioè, per dirla in parole povere: “Ti paghiamo solo se vendi”. “E come pago l’affitto?” “Domanda sbagliata, se sei bravo guadagni un sacco”. Sì, peccato che c’è la crisi e che la gente non voglia essere disturbata per strada, nei centri commerciali, o peggio, a casa per telefono. Nel caso accettaste questo tipo di lavoro, mettete quindi in conto di ricevere anche un certo numero di insulti.

Ci sono poi gli annunci “fallaci”. Cerco segretaria, cerco persona per gestione personale, cerco ambosessi per gestione clienti. Non c’è da esultare: anche dietro a questo tipo di annuncio potrebbe nascondersi la fregatura. Sapete cos’è il network marketing? No? Male, è il lavoro del futuro a quanto sembra. Una volta le nonne la chiamavano “catena di sant’Antonio”. Ma adesso no. Fa effettivamente più figura chiamarlo così. Accettando potreste ritrovarvi seduti per un’ora ad ascoltare gente che vi chiede di provare prodotti dimagranti, cibo ad alta tecnologia, prodotti di bellezza, per poi rivenderli ad amici e conoscenti.

Cosa resta? Le vecchie e care agenzie interinali. Se le trovate aperte anche qui probabilmente si perderanno delle ore per ricopiare sull’apposito prestampato tutto quello che c’è già chiaramente scritto sul curriculum. Ma non fa niente perché almeno ci sono simpatiche, gentili e sorridenti signorine che ti accolgono e aiutano facendoti sentire almeno un po’ rinfrancato. Dopo ore passate a cercare su internet, oltre che dal tunnel carpale è possibile infatti che il “giovane cercatore” sia preso da un principio di esaurimento nervoso. Se l’agenzia ritiene idoneo il candidato lo chiamerà per un primo incontro conoscitivo. E qui viene il bello: il meraviglioso colloquio di gruppo all’americana. Questa la prassi: dovrete solo dimostrare di non essere degli emeriti incapaci e di saper mettere in fila 3 parole. Non dite mai che siete lì perché avete estremo bisogno di lavoro, dite sempre che quello è effettivamente il posto che sognate da una vita e che sarebbe un onore poterlo ottenere. Se tutto va bene dopo un’ora passata insieme ad un’altra ventina di “cercatori” come voi sarete congedati e forse vi chiameranno per il vero colloquio, quello individuale.

Se va bene anche quello forse il peggio è passato. Buona fortuna.

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