Blues

– di Fabiana Salvador –

Blues è il titolo della mostra immaginifica dei Comelli S allo studio Gasperini a Trieste dal 17 al 31 maggio.

Disegni, pittura, installazioni e assonanze musicali sono annunciati da un invito impeccabile. L’allestimento è curato da Davide Comelli; vengono presentate opere sue, della sorella Sara e del padre Giuliano. Konrad nel numero di ottobre 2013 ha dedicato un articolo e la copertina a Tracce. Comelli et Fils, una Expo au top tenutasi negli ambienti della Galleria JBC1 a Parigi. La prima esperienza di grande successo che li ha visti coinvolti tutti e tre. Ed ecco la proposta tanto auspicata per Trieste, loro città natale.

Foto di Luca Petrinka

Foto di Luca Petrinka

Blues nasce da un’intuizione. I “personaggini” musicanti blu, realizzati tempo fa da Giuliano Comelli per la Casa della musica di Trieste, posti sopra le lampadine che illuminano la corte interna dello spazio espositivo, vengono immaginate come lucciole. Da lì lo sviluppo dell’idea. Blue, colore del sogno, della notte, della profondità, con l’aggiunta di una “s” diventa blues, diventa musica. E che musica. E’ improvvisazione. Mette a contatto realtà molteplici, creando stili sempre nuovi e differenti. Scandisce tempi e ritmi. Ha una struttura antifonale di chiamata e risposta che risulterà essere alla base anche della mostra. E, come il lavoro dell’artista, sottende fatica e sudore.

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L’aggiunta della “s” al cognome Comelli esprime il concetto di famiglia, intesa come legame naturale fra soggetti autonomi che dialogano, mantenendo la loro individualità espressiva ben distinta.

Un gioco di parole racchiuso in un’opera a parete che stilisticamente e concettualmente esprime imprinting e immagine della mostra stessa. Tutto il resto è un’estensione. Riflessioni più o meno serie sulla parola blues e sul suo significato. Tra grafica, pittura e installazioni tridimensionali.

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La tematica diventa allestimento della mostra. La maggior parte dei lavori risalgono ad anni precedenti. Frammenti composti secondo un ritmo. L’idea è di coinvolgere le varie anime, le varie espressività che contraddistinguono ognuno degli artisti e di porle in uno spazio, in un contenitore, creando assonanze. I lavori materici di Giuliano, gli assemblaggi decontestualizzati di Sara, le ricerche di Davide sul contraddizione caos/ordine, smorzati dei toni aggressivi delle opere parigine, vengono accolti da superfici non invasive, che lasciano respiro a ragionamenti autonomi ma si legano nel richiamo di tanti particolari.

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Cose più divertenti che rimandano a cose più puntigliose, misurate, costruite geometricamente. Rimbalzi di colori, forme, linee e materiali. Lo spettatore si trova a muoversi nello spazio, avvicinandosi e allontanandosi dalle opere, cogliendo con sorpresa sempre nuovi dettagli e una percezione complessa dell’insieme.

Corteggiare, significa dialogare in pittura, recita lo slogan dello studio Gasperini, in un sottinteso raffinato trait d’union fra corte-corteggiare, parte integrante e complementare dell’ambientazione destinata alle esposizioni, che si inaugura con questo importante evento. Un tempo atelier dello scultore triestino Tristano Alberti, oggi ospita una mostra divertente ma non per questo superficiale. Una mostra che si offre alla curiosità e susciterà molteplici domande. Non sarà esaustiva nelle risposte. Non vuole e non deve esserlo. E’ solo una tappa, un momento per fissare un punto o per tracciare una linea. Un lavoro in sviluppo fra persone che si rendono partecipi e opere che si rendono esplicite. Mettendosi in gioco.

BLUES
Dal 17 al 31 maggio
Aperto tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20
Studio Gasperini
via Timeus 7, Trieste
tel. 040 370533

Scritto da fabiana salvador

fabiana salvador

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