Il bio fa la differenza

Una nuova ricerca lo afferma: frutta e verdura biologica hanno livelli di antiossidanti anche del 69% più alti rispetto a quella “convenzionale”.

Nel 2009 aveva fatto scalpore uno studio, ampiamente pubblicizzato, il quale sosteneva che non c’erano rilevanti differenze nutrizionali tra vegetali bio e tradizionali. Lo diceva la Food standard agency inglese, una fonte reputata scientificamente autorevole. I risultati venivano da uno studio comparato che analizzava 46 singole pubblicazioni scientifiche sull’argomento.

BioBritishJournal

Gli studi sono proseguiti, giungendo oggi ad un risultato maggiormente documentato. Uno studio pubblicato lo scorso luglio sul British Journal of Nutrition e coordinato dall’università di Newcastle, ha dimostrato che non solo frutta, verdura e cereali biologici contengono meno residui di pesticidi, come era immaginabile, ma contengono valori più elevati di sostanze antiossidanti. E sappiamo bene che gli antiossidanti sono fondamentali per la buona salute del metabolismo e sono considerati unanimemente protettivi nei confronti di tumori e malattie degenerative.

 

BioUva

I ricercatori hanno esaminato 343 articoli scientifici pubblicati sull’argomento, applicando l’analisi comparata. Ne è emerso che in media i prodotti biologici contengono maggiori quantità di diversi gruppi di antiossidanti. Ecco alcuni esempi:

  • + 69% di flavanoni (agrumi)
  • + 19% di acidi fenolici (avena, segale, caffè, cicoria, mele, carciofi)
  • + 50% flavonoli (frutti di bosco, agrumi, cacao)
  • + 51% antociani (uva rossa, frutti di bosco, ciliegie, prugne viola, melanzane, arance rosse)

Questo studio è solo un punto di partenza, perché ha dimostrato che c’è una variazione nella composizione degli alimenti a seconda del metodo di coltivazione”, spiega Carlo Leifert, uno degli autori, “ora bisogna studiare l’effetto che può avere l’assunzione di una dieta biologica. Sappiamo già, però, che alcuni di questi antiossidanti sono legati a un minore rischio di tumori e altre malattie

BioPrugne

Anche dal punto di vista delle sostanze tossiche residue l’analisi ha evidenziato che i residui di pesticidi sono un quarto rispetto a frutta e verdura coltivata tradizionalmente. Il cadmio, un metallo considerato tossico e uno dei tre di cui l’Oms ha fissato un limite massimo nei cibi, è più basso del 48% e i composti dell’azoto, nitriti e nitrati, scendono fino all’87% in meno.

Anche chi fino ad oggi nicchiava, ora sa che ccegliere frutta e verdura biologica è dunque una sicura scelta per la nostra salute. Oltrechè per la salute del pianeta.

 

 

Scritto da simonetta lorigliola

simonetta lorigliola

Simonetta Lorigliola, studi filosofici, è giornalista e vive e lavora a Trieste.
ha collaborato con "EV. Vini. Cibi Intelligenze", la rivista di Luigi Veronelli. Dal 2004 al 2010 ha diretto la Comunicazione sociale e le Campagne per Altromercato, la maggiore organizzazione di commercio equo e solidale italiana per la quale ha fondato il progetto IlCircolodelCibo. Autrice di pubblicazioni su origini e storia, ha recentemente pubblicato "È un vino paesaggio" (DeriveApprodi, Roma, 2017) È stata tra gli ideatori del progetto "t/Terra e libertà/critical wine" che ha organizzato decine di eventi in tutta Italia. Oggi collabora con il Seminario Veronelli. Scrive su Konrad dal 2012 e da ottobre 2015 ne è la direttrice.

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