Due bambini e quattro stagioni

– di Annalisa Metus –inverno e primavera web

In una casa con un giardino disordinato e qualche albero da frutto sul retro abita un bambino; nella casa vicina – con un cortile piastrellato e le piante nei vasi – abita invece una bambina.
Le due case sono separate da un muretto e, appunto, dagli alberi.

Questi alberi senza farlo apposta tengono separati i bambini, perché ad ogni primavera mettono le foglie così velocemente che i due non fanno in tempo a uscire in giardino e passare dal cappotto al maglioncino che si trovano divisi da un muro verde.
Succede così che i bambini possono solo sbirciare tra le foglie per guardare cosa fa l’altro, mentre le mamme, che chiacchierano comodamente da sopra al muretto, non si accorgono dei bambini che tirano il collo per vedersi.
Quando finalmente cadono le foglie e il giardino dei vicini non è più un mistero, i papà portano i bambini in casa in fretta e furia temendo orribili raffreddori, e loro riescono appena a salutarsi con la mano.

La situazione sembrerebbe proprio senza via di uscita, visto che gli alberi seguono le stagioni, e le stagioni – si sa – non interrompono mai il loro ciclo.
Ma quello a cui nessuno ha pensato è che intanto i bambini crescono: in autunno erano già più alti di quanto non lo fossero in estate, e in primavera saranno più alti di quanto non lo siano adesso in inverno.
Pian piano riusciranno a intrufolarsi tra le piante, poi ad avvicinare una sedia e scalare un albero, finché li troveremo seduti tutti e due sul muretto a ridere come matti mangiando fichi e ciliegie.

Scritto da annalisa metus

annalisa metus

Annalisa Metus ha studiato Architettura e Discipline dello Spettacolo all'università, Canto e Musica e Nuove Tecnologie in Conservatorio.
Ama in pari misura la musica, il disegno e i libri.

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