Antolini.Valpolicella storico, classico e sensibile

LA BOTTIGLIA GIUSTA di Simonetta Lorigliola

Le vigne di Pier Paolo e Stefano Antolini sono nel cuore della Valpolicella classica in collina, tra i 150 e i 350 metri s.l.m., nei comuni di Marano, San Pietro e Negrar. In totale circa 9 ettari, in diversi appezzamenti.

03112012231

 

Hanno scelto da subito di operare nel rispetto dell’ambiente, rinunciando a erbicidi e insetticidi chimici e preferendo tecniche come la confusione sessuale e il diserbo meccanico.

“La composizione del terreno è argillosa. L’argilla trattiene l’acqua e la cede lentamente, quindi nei nostri vigneti non esistono impianti d’irrigazione. Un’altra particolarità sta nell’elevata escursione termica tra il giorno e la notte, che permette di ottenere vini profumati e complessi”.

03112012237

Il sistema di allevamento è quello tradizionale della zona, vale a dire la pergola doppia (detta anche pergola veronese); i filari sono impiantati su meravigliosi terrazzamenti dove, non di rado, trovano posto anche olivi e ciliegi.

Terrazzamenti autentici: “Qui la terra non basta coltivarla, bisogna plasmarla, scolpirla a terrazze e ciglioni, arginarla di muri a secco, da tracciare secondo il pendio e l’esposizione. I muri a secco (marogne) sono nati, nella notte dei tempi, quasi da soli, dall’accumulo dei sassi da cui, giorno per giorno, si liberava il campo. Le marogne sono oggi un monumento al senso della misura e alla perizia ecologica dei nostri vecchi. È nostro dovere conservarli”.

E ancora: “Il rispetto della tradizione e della tipicità dei vini sono e saranno sempre per noi un valore fondamentale: ignorando le mode, ci proponiamo di valorizzare al massimo i vitigni autoctoni, il territorio e il lavoro del vignaiolo”. I loro vini testimoniano che non sono solo parole.

03112012238

Pier Paolo: “Quando devo potare, prima guardo in faccia la vite, poi decido. Taglio di qua, apro di là e me ne ricordo durante la vendemmia. Quasi sempre trovo conferma delle mie scelte, ma qualche volta mi dico di provare un’altra via. Del resto per il vignaiolo, di ieri come di oggi, provare e riprovare è pane quotidiano: la varietà dei terreni e dei vitigni, la variabilità delle stagioni, impongono di seguire da vicino l’andamento dell’annata, per prevenire i problemi e adeguare o ridurre i trattamenti (solo rame e zolfo ndr), sempre nell’incrollabile convinzione che il buon vino si fa già nel vigneto”.

I vini prodotti sono quelli tipici di questa zona:  Valpolicella Classico, superiore e Ripasso; Amarone; Recioto.

 

7_antolini4

L’assaggio

Valpolicella Superiore Ripasso

(uve: corvina, corvinone e rondinella)

Si ottiene “ripassando” il Valpolicella classico sulle vinacce del vino sovrano di questi luoghi, l’Amarone. Questo passaggio nobilita un vino base, che tuttavia nel caso degli Antolini è già di per sé grandemente piacevole.

Nel Ripasso 2013 predomina la ciliegia (della Valpolicella!) , la cannella e una nota di anice stellato. Morbido e carezzevole, è anche delicatamente fresco.

 

 

 

Antolini 

Prognol, 22

Marano di Valpolicella VR

www.antolinivini.it

Scritto da simonetta lorigliola

simonetta lorigliola

Simonetta Lorigliola, studi filosofici, è giornalista e vive e lavora a Trieste.
ha collaborato con "EV. Vini. Cibi Intelligenze", la rivista di Luigi Veronelli. Dal 2004 al 2010 ha diretto la Comunicazione sociale e le Campagne per Altromercato, la maggiore organizzazione di commercio equo e solidale italiana per la quale ha fondato il progetto IlCircolodelCibo. Autrice di pubblicazioni su origini e storia, ha recentemente pubblicato "È un vino paesaggio" (DeriveApprodi, Roma, 2017) È stata tra gli ideatori del progetto "t/Terra e libertà/critical wine" che ha organizzato decine di eventi in tutta Italia. Oggi collabora con il Seminario Veronelli. Scrive su Konrad dal 2012 e da ottobre 2015 ne è la direttrice.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *