54. Un libro che tocca Trieste

54 wu ming

– di Gianni Ursini –

Nel 2014 ricorrono i sessant’anni dalla cosiddetta “Seconda Redenzione”: nel 1954 Trieste fu restituita all’Italia. Dieci anni fa, in occasione del cinquantennale, le associazioni e le forze politiche di destra organizzarono decine di manifestazioni, e fecero distribuire nelle scuole un omaggio composto di vari libelli, bandierine e coccarde denominato “kit tricolore”. Esso era un tipico esempio del più becero nazionalismo patriottardo. Ci furono molte critiche, ma l’iniziativa fu portata avanti comunque. Non credo che quest’anno verrà ripetuta una simile sceneggiata, anche perché visti i tempi di crisi e la figura barbina che sta facendo il governo italiano, il patriottismo non è più molto di moda.

A questo proposito mi è tornata utile la lettura di un romanzo di Wu Ming intitolato proprio “54” uscito nel 2002 presso la casa editrice Einaudi e poi ristampato numerose volte.

Wu Ming è il nome con cui si firma un gruppo di narratori dell’area bolognese che hanno fondato un collettivo nell’anno 2000. In cinese mandarino significa”non famoso”, ma questo eccesso di modestia si è rivelato leggermente esagerato, visto che i romanzi di Wu Ming fin dalla loro prima uscita hanno avuto sempre un buon successo di pubblico e di critica.

In particolare “54” è ambientato proprio in quell’anno e segue le storie di numerosi personaggi diversissimi tra loro.

Molti di essi sono uomini e donne famosi realmente vissuti. In  realtà dopo una premessa ambientata sul fronte jugoslavo nel 1943,  il romanzo inizia proprio a Trieste in quel fatidico novembre 1953 quando vi fu la famosa manifestazione filo italiana in piazza S.Antonio con alcuni morti e parecchi feriti a causa della polizia militare che sparò ad altezza d’uomo.

Ma poi subito l’azione si sposta a Napoli agli inizi del 1954 dove in quel periodo operava il famoso gangster italo-americano Lucky Luciano.

In seguito con un salto vertiginoso si viaggia fino  a Palm Springs in California, dove si vengono a conoscere alcuni aspetti particolari della vita intima del noto attore Cary Grant. Appena a pagina 45 il romanzo introduce quelle figure popolari che poi costituiranno il filo conduttore di tutta la vicenda, e cioè il frequentatori del Bar Aurora situato in una zona operaia di Bologna, tutti ex partigiani e comunisti sfegatati, naturalmente. Inizia così una via di mezzo fra una spy story ed un racconto di contrabbandieri che parte da Bologna per andare nella lontana Dalmazia, e poi di nuovo in California ed in Gran Bretagna, fino ad un incontro personale con lo stesso Maresciallo Tito.

Una sarabanda di personaggi e situazioni più o meno improbabili descritte però in maniera impeccabile ed accattivante.

Devo dire che ho trovato il libro piuttosto strano, anche perché è composto esattamente di 666 pagine, che come tutti sanno è un numero magico ed esoterico. Non credo si tratti di una coincidenza, ma ho preferito non indagare.

Alla fine tutti i nodi vengono al pettine e gli autori riescono a tirare le fila di codesta complicatissima trama fino a dare una conclusione logica a tutte le vicende. Un ritratto composito di un’epoca ormai scomparsa che vale la pena di leggere sia per divertimento che per tutte le numerose informazioni storiche inedite in esso contenute.

“54”
di Wu Ming
Einaudi 2002
pp.666
Euro 15,00

 

Scritto da simonetta lorigliola

simonetta lorigliola

Simonetta Lorigliola, studi filosofici, è giornalista e vive e lavora a Trieste.
ha collaborato con "EV. Vini. Cibi Intelligenze", la rivista di Luigi Veronelli. Dal 2004 al 2010 ha diretto la Comunicazione sociale e le Campagne per Altromercato, la maggiore organizzazione di commercio equo e solidale italiana per la quale ha fondato il progetto IlCircolodelCibo. Autrice di pubblicazioni su origini e storia, ha recentemente pubblicato "È un vino paesaggio" (DeriveApprodi, Roma, 2017) È stata tra gli ideatori del progetto "t/Terra e libertà/critical wine" che ha organizzato decine di eventi in tutta Italia. Oggi collabora con il Seminario Veronelli. Scrive su Konrad dal 2012 e da ottobre 2015 ne è la direttrice.

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