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Conclusione e commiato

Cari lettori, eccoci dunque al nostro ultimo incontro. Dopo aver viaggiato assieme a ritroso nel tempo e nello spazio delle arti marziali orientali vorrei soffermarmi un aspetto dell’essere umano che è universale e chiaramente deducibile dal percorso che abbiamo effettuato: l’aggressività è insita nell’uomo così come in ogni animale. In natura questa serve alla sopravvivenza... Continua
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Tempi moderni urbani a Trieste

Oggi il tempo fugge e i problemi di vivibilità urbana aumentano. Vogliamo però che qualcosa del nostro passato sopravviva, anche a fronte di prossimi importanti sviluppi urbani, assieme ad atmosfere da “belle epoque”? Servono soluzioni tecnologiche innovative e buone vecchie pratiche, da contrapporre ai tempi moderni.
pioniere zero ocndotta

Pioniere e rivoluzionarie. Recensione

Centrale è il periodo della rivoluzione che si apre con le giornate del luglio del 1936 determinante per la storia di tutte loro. Ma il libro copre un arco di tempo dal 1931, proclamazione della Seconda Repubblica, al 1975, morte del dittatore Francisco Franco. Colpisce la discrezione di queste militanti che hanno rischiato la vita in azioni temerarie anche dopo la fine della guerra civile e hanno spesso portato sulle proprie spalle la responsabilità di famiglie e figli.
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Come si fa a non amare i social?

"La mia verità è che quando sto male, quando avrei bisogno d’aiuto o di qualcuno che mi stringa la mano, pur sfogliando la mia lunga lista di contatti, nessuno di essi è un vero contatto. Tutti quei contatti non sono altro che distanze impercorribili e incolmabili".

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Tempi moderni urbani a Trieste

Oggi il tempo fugge e i problemi di vivibilità urbana aumentano. Vogliamo però che qualcosa del nostro passato sopravviva, anche a fronte di prossimi importanti sviluppi urbani, assieme ad atmosfere da “belle epoque”? Servono soluzioni tecnologiche innovative e buone vecchie pratiche, da contrapporre ai tempi moderni.
Lorenzo Mocchiutti dei Vignai da Duline con l'autrice Simonetta Lorigliola (Foto L. Monasta)

È un vino paesaggio. Recensione.

Il paesaggio non è un punto focalizzato né focalizzabile, è una visione d’insieme straordinaria che comprende anche quello che non si vede, quello che c’è dietro (il lavoro dell’uomo, ad esempio), quello che c’è vicino (l’oltre confine ad esempio, oppure il sotterraneo) e quello che c’è stato (la storia e i luoghi in movimento): le esistenze minerali, vegetali e umane non possono non comunicarsi al territorio.
sporte 2

Le nuove sporte della spesa sono davvero eco?

Ma che fine fanno i sacchetti ultraleggeri compostabili in ambiente marino? Se ingeriti dalla fauna pongono gli stessi problemi di tutti i sacchi di plastica. In compenso vengono degradati dai microrganismi marini e la loro completa scomparsa, senza formazione di microplastiche, avviene al massimo entro un anno contro i 100-1000 anni delle plastiche classiche.

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Conclusione e commiato

Cari lettori, eccoci dunque al nostro ultimo incontro. Dopo aver viaggiato assieme a ritroso nel tempo e nello spazio delle arti marziali orientali vorrei soffermarmi un aspetto dell’essere umano che è universale e chiaramente deducibile dal percorso che abbiamo effettuato: l’aggressività è insita nell’uomo così come in ogni animale. In natura questa serve alla sopravvivenza... Continua
pioniere zero ocndotta

Pioniere e rivoluzionarie. Recensione

Centrale è il periodo della rivoluzione che si apre con le giornate del luglio del 1936 determinante per la storia di tutte loro. Ma il libro copre un arco di tempo dal 1931, proclamazione della Seconda Repubblica, al 1975, morte del dittatore Francisco Franco. Colpisce la discrezione di queste militanti che hanno rischiato la vita in azioni temerarie anche dopo la fine della guerra civile e hanno spesso portato sulle proprie spalle la responsabilità di famiglie e figli.

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Lorenzo Mocchiutti dei Vignai da Duline con l'autrice Simonetta Lorigliola (Foto L. Monasta)

È un vino paesaggio. Recensione.

Il paesaggio non è un punto focalizzato né focalizzabile, è una visione d’insieme straordinaria che comprende anche quello che non si vede, quello che c’è dietro (il lavoro dell’uomo, ad esempio), quello che c’è vicino (l’oltre confine ad esempio, oppure il sotterraneo) e quello che c’è stato (la storia e i luoghi in movimento): le esistenze minerali, vegetali e umane non possono non comunicarsi al territorio.
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La Dedica di Marzo 2018

A Marino Vocci Ci lascia un uomo di calore, affetto e cultura. Precursore del rilancio della cultura materiale dell’Alto Adriatico, luogo di multiformi e feconde diversità.

In ricordo di Marino Vocci

La sua ricetta del "brodetto de peste", un inedito con cui vogliamo ricordarlo. Con stima, affetto e riconoscenza.   In ricordo di Marino Vocci a cura della redazione L’odore dell’Adriatico Marino Vocci lo ha respirato fin da piccolo nella natia Caldania: qualche casa subito oltre la Dragogna verso Buie, a due passi dalle grandi saline... Continua